Felice

martedì, 12 gennaio 2010 | 8 Commenti

Cacciato di casa da una sorella tossicodipendente e rifiutato da un padre poco accondiscendente, Felice lo trovi sempre seduto al ciglio di una strada, camminare lungo un marciapiede, rovistare tra i cassonetti dell’immondizia, dormire nel parcheggio di un supermercato, in quella zona di Montesilvano tra il municipio e il mare. Per la società stratificata di un grande centro sarebbe un barbone, un semplice barbone, ma per tutti qui in città è Felice.. e non si chiede nient’altro, perché non da fastidio, è gentile in linea di massima, solo a volte un po’ scontroso con le persone che lo guardano con ribrezzo e nonostante ciò una velata malinconia si ode nelle loro parole quando si parla di lui, perché tutti lo conoscono, tutti lo hanno visto a Montesilvano. Non è anziano, non è giovane, è un uomo, di mezza età, robusto e con un sistema nervoso cristallizzatosi nel freddo delle notti invernali tanto da non fargli avvertire più neanche un brivido. Non elemosina e se lo fa ha una grande dignità nel chiedere due spiccioli; solitamente in modo educato si avvicina alle ragazze, o alle donne con il cuore più tenero, e preannunciando che non vuole fare del male, che non è cattivo, chiede una sigaretta, ma non una sigaretta intera per carità, a lui basta un mozzicone, in fondo si accontenta di pochi tiri. Gli basta fumare. E bere. E con quei pochi soldi che ha nelle mani, grosse, nere, ingrassate, con delle profonde screpolature sui polpastrelli delle dita, compra vino da tavola nei brik di cartone e si ubriaca. E’ sempre ubriaco. Se avanza qualche monetina tra le poche che ha compra da mangiare, se no va bene così.. Qualcuno quando lo vede dormire nel parcheggio di un supermercato o nel cortile di un complesso residenziale gli lascia del pane accanto su quel cartone pieghevole che si porta sempre dietro ben ordinato tra le sue cose messe in quel carrello per la spessa che è la sua casa ambulante.. E ognuno ha quella sua immagine nella mente, con delle grosse cuffie sulla testa, quasi paresse un ragazzetto con dei paraorecchie da montagna, ascolta musica da un lettore immaginario quando non ha le batterie per la sua radiolina portatile, e se qualcuno gliene cede un paio lui accende, alza il volume a tutta e si spara il suono metallico campionato di una stazione radio che non prende nelle orecchie, al limite della soglia di dolore e lo vedi che barcolla quasi in una sorta di trance e può sembrare buffo, già, ma in pochi ridono, perché tutti sanno la sua storia, per alcuni è motivo di compassione nel comprendere come abbia bisogno di questi metodi per accettare quel destino così beffardo nei suoi confronti, per altri è semplicemente un barbone, ma per tutti è Felice.

E per un paio di giorni girò voce che fosse stato trovato morto, e la notizia circolò di bocca in bocca tra i banchi di chiesa e il parroco ne annunciò pubblicamente la scomparsa nei discorsi della domenica mattina, ma il disgraziato, con il caldo delle notti estive andava a dormire sulla spiaggia, sotto le stelle, davanti al mare con la sua musica immaginaria, il suo tavernello, i suoi mozziconi e forse si, ci sarebbe voluta una donna a completare l’opera a far sembrare tutto più bello e far persistere quel suo essere felice fintanto che qualcuno se ne accorgesse. E così fu, qualcuno lo notò riportandolo alla realtà e da presunto morto tornò ad essere, semplicemente, Felice.

Da oggi Felice ha anche uno scritto che parla di lui e non so sinceramente cosa penserebbe se sentisse questa storia bizzarra che lo vede protagonista, cosa gli importerebbe se sapesse di avere un ammiratore nascosto che peraltro scrive su di un oggetto strano come lo è un blog in questo suo mondo opaco e barcollante. Probabilmente reagirebbe in uno dei suoi modi strani dettati dall’istinto o forse, e lo spero, si lascerebbe scivolare tutto dalla sua persona continuando sempre ad essere quello che è. Così, semplice come una parola. Felice.


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Il mio secolo non mi fa paura

giovedì, 31 dicembre 2009 | 6 Commenti

Sunshine

Il mio secolo non mi fa paura,
il mio secolo pieno di miserie e di crudeltà
il mio secolo coraggioso e eroico.
Non dirò mai che sono vissuto troppo presto
o troppo tardi.
Sono fiero di essere qui, con voi.
Amo il mio secolo che muore e rinasce
un secolo i cui ultimi giorni saranno belli:
il mio secolo splenderà un giorno
come i tuoi occhi.

Nazim Hikmet

Buona Fine e Buon Inizio!


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Tempo fa, parlando dell’Ipotesi di Riemann e di ciò che ne consegue mi sono trovato indirettamente a descrivere uno dei sette problemi del millennio (7-1 poiché nel frattempo uno è stato dimostrato), così in occasione del 20° Carnevale della Matematica ospitato sul blog dell’amica Annarita il prossimo 14 Dicembre, partecipando, ho deciso di trattare nel modo più semplice e generale possibile quello che è considerato come il secondo problema del millennio: la teoria quantistica di Yang-Mills.

All’inizio del ventesimo secolo, la teoria della materia accettata era quella atomica, sebbene resista tutt’ora nell’immaginazione popolare, come teoria scientifica l’immagine dell’atomo simile ad un sistema solare ebbe vita estremamente breve. In pochi anni gli scienziati avevano osservato fenomeni che li costrinsero ad accettare la necessità di abbandonare tale modello. Quale sostituto, essi trovarono una spiegazione di gran lunga più complicata nota come Teoria dei Quanti.

Sempre al principio del ventesimo secolo, i fisici svilupparono nuove teorie per spiegare i due mondi “estremi” che ci circondano: il mondo dell’estremamente grande e il mondo dell’estremamente piccolo. La teoria della Relatività di Einstein descrive l’universo su scala astronomica, mentre la teoria dei quanti lo descrive su scala subatomica. Entrambe le teorie si sono dimostrate estremamente efficaci con risultati sperimentali e osservazionali molto accurati rispetto alla teoria classica Newtoniana che, in questo ambito, può essere considerata come un’approssimazione di entrambe; ma la teoria della relatività e quella dei quanti sono in reciproca contraddizione poiché ciascuna di esse è decisamente sbagliata se applicata al dominio in cui l’altra funziona benissimo. La domanda sarebbe più che lecita: perché mai applicare una teoria nel dominio dell’altra? Perché mai applicare leggi che descrivono “il piccolo” in un luogo decisamente molto grande o viceversa?? Semplicemente perché ci sono luoghi in cui il conflitto tra le due teorie si sente, come all’interno di un buco nero, una zona in cui un collasso gravitazionale della materia genera una regione che, in termini di comportamento fisico, è simultaneamente molto grande e molto piccola! Chiaramente il conflitto fondamentale tra le due teorie fino ad ora citate sta nel fatto che nessuna delle due possa essere considerata davvero la teoria ultima della materia. Pertanto per capire davvero l’universo, sarà necessario trovare un’unica, grande, teoria comprensiva nei confronti della quale la teoria della relatività e quella dei quanti siano ciascuna delle approssimazioni.

Gli scienziati hanno chiamato questa “superteoria” Grande Teoria Unificata della Materia e, dirigendosi verso questa direzione, sono nate nuove branche della matematica come l’analisi funzionale e la teoria della rappresentazione dei gruppi passando per le mani di matematici, premi Nobel e fisici prestigiosi come Feynman ed altri, ma la meta di una teoria completa che abbracci tutte le forze della natura, compresa quella di gravità si è dimostrata difficile da raggiungere.

Sotto questo aspetto la teoria di Yang-Mills proposta negli scorsi anni cinquanta, è un primo passo verso una Grande Teoria Unificata. Grazie al lavoro di molti scienziati attraverso le equazioni di Yang-Mills si è arrivati a raggiungere livelli di accuratezza senza precedenti ma nessuno è riuscito a scrivere una formula che dia una soluzione generale delle equazioni. Se ci si pensa sembra davvero incredibile, la teoria scientifica più accurata del mondo è costruita su equazioni che nessuno riesce a risolvere!!

La posta in gioco mi sembra dunque altissima, se volete cimentarvi nella risoluzione vi basti sapere che, oltre alla gloria nei secoli, c’è in palio un premio di un milione di dollari per chi riuscirà nell’intento. Buona fortuna!!



GhettoItaly

lunedì, 30 novembre 2009 | 2 Commenti

Aprire una rubrica su questo blog significherebbe avere una periodicità, una certa cadenza che, ora come ora, mio malgrado, non ho; pero forse è proprio tale tipo di libertà che questo spazio mi concede a far si che la mia presenza sul web sia duratura e persistente; ad ogni modo, per le ragioni precedenti ho deciso di inaugurare più che una rubrica, una nuova categoria, che parla di Africa. L’Africa, il continente più ricco del mondo. Ricco di valori, di ricchezze terrene ma anche ricco di guerre e di indiffirenza e di attenzioni e disattenzioni..

A tal proposito leggevo le parole con le quali si apre il preambolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani:

Il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali e inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo.

Leggevo pensando all’ingiustizia, l’ineguaglianza e l’impunità che sono ancora il tratto dominante del nostro mondo contemporaneo, prendendo in considerazione gli articoli che compongono la Dichiarazione, per valutare quanto essi vengano effettivamente applicati infatti, viene fuori un quandro desolante di torture, discriminazioni nei confronti delle comunità più vulnerabili, violenze su donne e bambini, pena di morte, repressione delle libertà fondamentali, negazione del diritto alla salute, al cibo, all’acqua, e a un’adeguata abitazione, nient’altro se non la riprova di quanto gli stati, in Africa ma non solo, rispettino i diritti umani.

E in italì?? In Italia nonostante tutto, molte persone intorno a noi, dicono ancora SI alla volontà di introduzione della pena di morte come metodo di condanna per reati gravi, dicono NO agli immigrati e vedono nell’integrazione culturale una minaccia per l’identità culturale del paese. Politiche, queste, che portano alla “ghettizzazione” delle minoranze etniche, religiose e culturali producendo sentimenti contrastanti tra le persone.

In questo modo, mi domando quindi, ci distinguiamo dai paesi del terzo mondo?? Le parole di Saviano.



Lo Sconto Cammina anche a Pescara

mercoledì, 25 novembre 2009 | Commenta ora

Noto con piacere che lo SCEC (Sconto Che Cammina) si sta diffondendo anche in Abruzzo grazie alla popolarità acquisita nel tempo e anche grazie ad associazioni come Terra Nostra che incentivano e promuovono questa nuova moneta alternativa.

A Pescara sono una quarantina, per ora, le attività commerciali che accettano gli SCEC e lo scorso Ottobre è stata presentata una Mozione per incentivare la creazione di un circuito commerciale locale.

Vi consiglio di verificare se nella vostra regione è presente un’isola della rete in cui poter usufruire degli sconti che camminano, se invece volete sapere di cosa si tratta vi propongo il video esplicativo.


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Someone to love

martedì, 17 novembre 2009 | 8 Commenti

Ho ascoltato il nuovo album di Elisa ieri notte. Mi sentivo nello spirito adatto per immedesimarmi nella parte, così ho deciso di stare al gioco e di immergermi in quelle suggestioni musicali che lei sa trasmettere particolarmente bene.

Con il calare della notte le percezioni aumentano e un senso di calma mi riempiva, ho accesso il lettore, mi sono steso sul letto ed ho iniziato la corsa alla ricerca di nuove emozioni, di nuove parole da ascoltare, di nuovi panni da indossare, di vite nelle quali immedesimarsi.

Aspettando di ascoltare una Elisa come quella di Lotus in cui la sua fantastica voce si mescolava alle  chitarre acustiche, ai fiati e alle percussioni mi sono addentrato sempre più nell’anima rock della cantante iniziando da “Vortexes” e passando poi per i nodi di “This Knot” fino alla cover “Mad World”, ripartendo verso le poesie di Dio (“Poems by God”) e arrivando allo splendido messaggio che contiene “Forgiveness”..

Era tardi ieri notte, ho spento l’iPod per un po’ ed ascoltato il mio respiro, com’è capace di mescolare in un unico impasto le emozioni, espandendo le sensazioni al di fuori del corpo, al di fuori del tempo, al di fuori dello spazio; trovandoti a correre nel futuro, nel passato, e in un qualcosa che non sai se definire tempo.. E rincorrendo quelle sensazioni ho dormito, un sonno profondo, un sonno semplice..

E la musica resta in circolo nelle vene come alcool e permette alla mente di continuare a fluttuare, a riflettere in modo vigile, con attenzione, ed allora capisci, capisci che anche sta volta qualcosa, una frase, un passaggio, un arrangiamento, sono riusciti a toccare la parte più profonda di te..

E tutto ciò l’ho percepito stamattina quando mi sono svegliato e ho deciso di scriverci su ed ancora nella mente galleggiavano le parole di una canzone in particolare, che oramai è già mia, che è già parte di me, perchè «quando finalmente si spalancano le porte, e si lascia che tutto ci attraversi; allora, ci si accorge di non essere soli e di essere anche noi qualcuno da amare».

When you finally open the door
To let everything in
You’ll find out you’re not alone
And that you are someone to love


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I Creativi Culturali

lunedì, 9 novembre 2009 | 4 Commenti

Pace, ambiente, qualità della vita, crescita personale e spirituale interessano sempre più persone, ma quante esattamente? Quante sono preoccupate per il mutamento climatico, l’inquinamento, i conflitti, l’ingiustizia sociale e auspicano un’economia più etica, un modello di sviluppo ecosostenibile, uno stile di vita più sano e naturale, un cambiamento evolutivo dell’individuo e del Pianeta?

Coloro i quali si rivedono in questi valori in modo particolarmente coerente sono in numero decisamente consistente, rappresentano il 35% della popolazione e possono essere definiti Creativi Culturali, cioè creatori attivi di una nuova cultura.

I creativi culturali, infatti, prendono le distanze da materialismo, consumismo, ostentazione della posizione sociale, cultura del business e dei media e danno invece molto peso ad etica, autenticità, rispetto per gli altri e per la natura. Prediligono il consumo critico e sono interessati a medicine alternative e terapie olistiche, alimenti biologici, cosmetici e farmaci naturali, psicoterapia e counseling, corsi e seminari di crescita personale, nuove forme di spiritualità.

Ho scoperto anch’io di essere un Creativo Culturale, probabilmente non nel senso stretto del termine ma sicuramente in forte avvicinamento verso questa figura. Informare, coinvolgere e passare parola è fondamentale per far sì che la percentuale di persone sensibili a queste tematiche aumenti in numero sempre maggiore, a tal proposito in rete trovate tutto il materiale per approfondire, ma l’apporto che possiamo dare come persone è di gran lunga più importante: idee nuove per un mondo migliore!