Archivio mensile:maggio 2008

Parlando di Matematica

Oggi a Chieti Mathesis ha premiato i migliori matematici Abruzzesi, e non solo, con la Terza Edizione dei Giochi di Achille, gara di giochi matematici che abbraccia quest’anno per la prima volta, anche Marche Molise e Umbria ed è rivolta a tutti i ragazzi frequentanti le classi comprese tra quarta elementare e quinto superiore. L’obiettivo è quello di avvicinare i giovani alla “passione” per la matematica, ritenendola infatti una disciplina indispensabile per capire la realtà. Niente di più vero. I quesiti proposti, infatti, li ho trovati davvero intriganti!

Poi però, leggendo oggi pomeriggio sul giornale i nomi dei vincitori e le rispettive scuole di appartenenza ho potuto constatare che, come immaginavo, la mia ex scuola superiore non è stata neanche ammessa (poco da meravigliarsi!)

Ricordare il modo in cui ho studiato la matematica alla superiori non è stato un bel pensiero, immaginando soprattutto ciò che mi aspettava negli anni successivi all’università…. ma poco male, sicuramente oggi ne so più di ieri al riguardo!

Sempre girovagando sul web, invece, ho trovato questo interessante blog spagnolo che lega matematica, fantasia e creatività per “trasformare” i loghi in simpatiche espressioni! Questo un esempio!

Fenomenologia dell’Autistico Sentimentale

L’autismo sentimentale è una malattia. Sintomi: incapacità di dimostrare l’amore che si prova. Non che si sia incapaci di amare, solo non si è in grado di mettere in atto i comportamenti conseguenti all’amore. Chi vive accanto ad un malato di autismo sentimentale sa che deve amare due volte; deve essere capace di amare e di amare senza essere ricambiato/a (ma ciò vale maggiormente per gli individui di sesso maschile, quindi: ricambiata!). Almeno non apertamente. Cosa si prova a guardare un tramonto da soli? Ecco quella è la sensazione che prova l’incapace sopra citato. E’ purtroppo un uomo a metà , poichè non si può essere completi quando si è incapaci di gridare la propria gioia e quando si è accompagnati da un ficcante dolore all’anima anche nei momenti belli.

Il malato in questione è prigioniero di se stesso: avete presente quel sogno ricorrente in cui si vorrebbe gridare ma non esce la voce? ecco fatevi accompagnare da quella sensazione tutti i giorni della vostra vita ed avrete una vaga idea.

Ma quindi questo uomo senza sorriso non sa amare compiutamente? No.

E’ un analfabeta dell’amore. Firma con la croce.

N.B. post tratto da alcuni spunti riflessivi conseguenti la chiacchierata di ieri con un mio carissimo amico unita ad alcune divagazioni di un collega d’ufficio.

Falcone e Borsellino: la mia esperienza.

Mi cominciai ad interessare di Mafia e derivati quando, crescendo, nacque in me la consapevolezza che quelle sceneggiature, quei fatti, che vedevo alla TV in serie televisive di successo o meglio in film “polizieschi” e via dicendo in realtà accadevano davvero e avevano delle vere e proprie fondamenta ben radicate nel nostro paese..

Così capitava che sempre più spesso mi soffermassi nella lettura di ritagli di giornale, piccoli volantini, slogan, che guardassi notizie al telegiornale che approfondissi la questione, fino a quando non ebbi una visione complessiva del fatto e capii che il problema non si sarebbe mai risolto e non ci sarebbe stata una “fine” come mi aspettavo!

In quegli anni trascrissi su un taccuino che avevo sempre appresso, e che oggi ho rispolverato fuori, quelle che erano le parole di Paolo Borsellino quando, un mese dopo l’accaduto, ricordava il suo amico e collega Giovanni Falcone. Ricordo che le copiai al volo da non so dove in un’occasione furtiva, ve le ripropongo:

“… perchè la lotta alla Mafia, primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere solo una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolgesse tutti, che tutti abituasse a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità…”

[Paolo Borsellino 23-06-1992]