Società Karaoke

Nel corso delle settimane passate ho avuto modo di leggere un bel libro, l’ultimo del mio scaffale virtuale, dal titolo Karaoke Capitalism ma di cui non ho mai avuto modo di scriverne al riguardo.
Tutto è nato dall’esigenza unita alla curiosità di leggere qualcosa che parlasse di Marketing o che almeno ne accennasse le dinamiche, gli stili, quello che è lo stato dell’arte, insomma una infarinatura generale.

Il libro, di per se, si apre con un’affermazione che è poi un dato di fatto e cioè che il miglior rapper attualmente nel mondo è un “bianco”(Riferendosi chiaramente ad Eminem) mentre il miglior giocatore di Golf è un “nero”(Riferendosi invece a Tiger Woods)
Da questo apparente paradosso della nostra società gli autori sono riusciti a costruire un fantastico libro dai contenuti molto particolari; tra frasi ad effetto che sembrano slogan, linguaggio pubblicitario e altri tipi di considerazioni che in un primo momento sembrano quasi buttate alla rinfusa, si va via via delineando quello che è il vero messaggio del saggio e che spiega anche il titolo dell’opera, e cioè che la società odierna è oramai basata su di un capitalismo karaoke: coloro che sono i veri ideatori, le persone originali che portano innovazione sono in pochi, la “massa” si limita solo a “cantare” le canzoni altrui seguendo la loro scia! Messaggio che io ho poi generalizzato in ogni ambito anche se era riferito solo al lato marchettaro della cosa.

Si guardi la blogosfera ad esempio, coloro che fanno davvero informazione sono in pochi e sono sempre i soliti (non li linko perchè sarebbe scontato e poco producente), in molti invece si limitano a prendere le notizie che questi blog danno e ridistribuirle mettendo un link alla fonte, una pratica che secondo me serve poco, bisognerebbe quantomeno mettere un proprio parere personale per dare informazione.

Cosa migliore sarebbe invece quella di far circolare le idee di un nuovo “talentuoso” entrante nella sfera sociale se degno di nota e far si che i suoi pareri si facciano spazio tra quelli di chi è già inserito permettendogli di crearsi una credibilità.
Prendere il parere di una fonte “ritenuta autorevole” e girarla solamente agli occhi di altre persone non è sbagliato ma in alcuni casi non basta, l’informazione va cercata e non presa per buona.
Sicuramente va dato più spazio a chi merita e non a chi “canta in playback”

4 commenti su “Società Karaoke

  1. Cristiano

    Ottimo, allora mi candido come nuova “fonte autorevole” :-D !

    A parte gli scherzi, effettivamente hai ragione. Il punto è proprio questo, ovvero la mancanza di originalità ma soprattutto di personalità, di senso critico. Considera che è più facile “citare” che “criticare”, dove con il termine si intende l’espressione di un parere personale basato su una propria linea di pensiero.
    La “citazione” è neutra, scevra da eventuali ripercussioni, la “critica”, al contrario è pericolosa e può avere anche effetti devastanti (pensa ai blog chiusi all’estero per problemi squisitamente politici).
    Se poi a ciò aggiungi che, al momento, perlomeno in terra natia, il proliferare dei blog o pseudoblog è solo improntato alla pubblicazione degli adsense per presunti (e fantomatici) facili guadagni, il cerchio si chiude
    :evil:

  2. Paolo Bee Autore articolo

    @ Cristiano:

    Sul fatto dell’originalità purtroppo si può fare ben poco, o la sia ha o non la sia ha, si può tuttalpiù pensare di svilupparla, come leggevo nel libro, ma non è cosa semplice!
    Sul discorso dell’essere critici invece mi trovi perfettamente in accordo, è che non si critica per il semplice fatto di non assumersi responsabilità…comportamento semplicemente ipocrita! :-|
    Sicuramente in Italia la situazione dei blog non è rosea o più semplicemente è presa in maniera molto superficiale cosa che non succede all’estero. Purtroppo.

  3. annarita

    Ciao, Paolo:)

    Sembra un libro interessante. Grazie della segnalazione, lo terrò in considerazione per un prossimo acquisto.

    Riguardo alla mancanza di originalità, diffusa nella blogosfera come nella vita reale, non posso che concordare con te e Cristiano.

    C’è da dire, però, che alcune caratteristiche o capacità non sono di tutti. L’originalità, poi, per esperienza di docente, è una merce molto rara. Pertanto, questa realtà non può che riflettersi nei diversi ambiti. La mediocrità è la costante diffusa, l’originalità è oltre! :)

  4. Paolo Bee Autore articolo

    Ciao Annarita,
    il libro è sicuramente interessantissimo e da una visione molto “cruda” della situazione economica mondiale improntata esclusivamente sul marketing e l’advertising, due temi molto caldi nei nostri giorni anche se il libro è di qualche anno fa, e soprattutto due tematiche, il “fare” pubblicità e la pubblicità stessa, per le quali il “dono” dell’essere originali fa fare la differenza a chi lo è. Nella tua esperienza mi dimostri che originali ci si nasce e quindi lo si è già da piccolini, giustissimo! :)

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