Falcone e Borsellino: la mia esperienza.

Mi cominciai ad interessare di Mafia e derivati quando, crescendo, nacque in me la consapevolezza che quelle sceneggiature, quei fatti, che vedevo alla TV in serie televisive di successo o meglio in film “polizieschi” e via dicendo in realtà accadevano davvero e avevano delle vere e proprie fondamenta ben radicate nel nostro paese..

Così capitava che sempre più spesso mi soffermassi nella lettura di ritagli di giornale, piccoli volantini, slogan, che guardassi notizie al telegiornale che approfondissi la questione, fino a quando non ebbi una visione complessiva del fatto e capii che il problema non si sarebbe mai risolto e non ci sarebbe stata una “fine” come mi aspettavo!

In quegli anni trascrissi su un taccuino che avevo sempre appresso, e che oggi ho rispolverato fuori, quelle che erano le parole di Paolo Borsellino quando, un mese dopo l’accaduto, ricordava il suo amico e collega Giovanni Falcone. Ricordo che le copiai al volo da non so dove in un’occasione furtiva, ve le ripropongo:

“… perchè la lotta alla Mafia, primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere solo una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolgesse tutti, che tutti abituasse a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità…”

[Paolo Borsellino 23-06-1992]

2 commenti su “Falcone e Borsellino: la mia esperienza.

  1. annarita

    “la mafia non è una società di servizi che opera a favore della collettività, bensì un’associazione di mutuo soccorso che agisce a spese della società civile e a vantaggio dei suoi membri. Mostra così il suo vero volto e si dimostra per una delle maggiori mistificazioni della storia del Mezzogiorno d’Italia, per dirla con lo storico inglese Denis Mc Smith. Non frutto abnorme del solo sottosviluppo economico, ma prodotto delle distorsioni dello sviluppo stesso. A volte articolazione del potere, a volte antitesi dello stato dominatore. E, comunque, sempre un’alibi.”
    [Dal libro di Giovanni Falcone “Cose di cosa Nostra” ]

Rispondi