GuerrillaRadio e FreeGaza

Grazie ad una mail dell’amica Audrey sono venuto a conoscenza di Guerrilla Radio, il blog di Vittorio Arrigoni.

Questo ragazzo ha svolto e svolge attività di volontariato per delle ONG a livello internazionale, la sua biografia è del tutto affascinante, come sicuramente anche la sua persona, prima di tutto un essere umano, cosa rara di questi tempi.

Interessato alla causa Palestinese, in questi giorni, assieme ad altri attivisti per il progetto Free Gaza stanno partendo alla volta di Gaza, l’obiettivo è quello di cercare di rendere la missione il più possibile nota e pubblica per evitare azioni di forza da parte di Israele.

Vi lascio ad un estratto di un post/lettera dello stesso Vittorio di circa due settimane fa:

[…]Fra poco meno di due settimane cercherò di entrare a Gaza. Con una quarantina di attivisti per i diritti umani provenienti da 15 paesi diversi, compresi palestinesi e israeliani, e un carico di aiuti umanitari abbiamo deciso di sbarcare sulle coste della Palestina.Il primo di agosto ci ritroveremo a Cipro, e il 5 salperemo su alcune barche che abbiamo acquistato verso Gaza,  laddove ci attendono i rappresentati di una decina di ONG che ci hanno invitato. (fra cui the Palestinian Red Crescent Society in the Gaza Strip, the Palestinian Medical Relief Society, the Palestinian Centre for Human Rights and the Gaza Community Mental).
La condizione umanitaria di un milione e mezzo di palestinesi, uomini donne e bambini incarcerati illegalmente in Gaza è catastrofica, la peggiore degli ultimi 40 anni di occupazione israeliana. […]

Con noi ci saranno alcuni sopravvissuti della nakba, la “catastrofe” palestinese, Hedy Epstein, 84enne sopravvissuta all’olocausto. I premi Nobel per la pace Desmond Tutu, Jimmy Carter e Mairead Maguire hanno ufficialmente espresso il loro sostegno alla missione, così come diversi parlamentari inglesi […]

Qualunque sia l’esito della nostra missione,
che il nostro gesto, il nostro determinato sacrificio,
possa smuovere ulteriormente le coscienza di un mondo adulterato dall’arroganza dell’indifferenza. […]

Rimaniamo sempre attenti e vigili sulle questioni internazionali.

P.S. Ogni aggiornamento su LogicoKaos o Guerrilla Radio.

8 commenti su “GuerrillaRadio e FreeGaza

  1. annarita

    Toccanti le parole di Vittorio Arrigoni! Che il gesto suo e di altri volontari possano far riflettere e soprattutto sortire qualcosa di concreto!

    Un grazie sentito a Guerrilla Radio e un grande in bocca al lupo per la lodevole attività di volontariato…

    Un abbraccio
    annarita

  2. Paolo Bee Autore articolo

    @ annarita:

    Seguo in modo molto attento la vicenda, in questi casi non sappiamo mai quali possono essere le reazioni di stati come Israele,e inoltre, Vittorio è l’unico italiano del gruppo..
    L’in bocca al lupo è più che dovuto, hai ragione! :)

    @ Daniele Verzetti, Rockpoeta:

    Grazie a te per averci regalato “Colpi di Tosse”: toccante e bellissima.

  3. Pier Luigi Zanata

    Sono per la pace, per due stati: Israele e Palestina.
    Vittorio Arrigoni dice:
    ”La condizione umanitaria di un milione e mezzo di palestinesi, uomini donne e bambini incarcerati illegalmente in Gaza è catastrofica, la peggiore degli ultimi 40 anni di occupazione israeliana. […] ”

    Detto in questo modo sembra che i carcerieri siano esclusivamente gli israeliani, non e’ cosi':

    consideriamo gli avvenimenti di questi ultimi giorni, ci si dimentica che continua l’infelice vicenda dei sostenitori di Fatah fuggiti da Gaza dopo una battaglia con Hamas, lasciati passare nella West Bank da Israele, accolti e chissà perché subito dopo rimandati a Gaza da Abu Mazen, qui immediatamente imprigionati in chissà quali condizioni dai miliziani di Hamas: ricordo un rapporto pubblicato qualche giorno fa da due organizzazioni dei diritti umani che per una volta si sono occupate del modo in cui i palestinesi si trattano fra loro e hanno reso pubbliche le condizioni inumane delle carceri, le detenzioni arbitrarie, la tortura e gli omicidi che vi si compiono regolarmente. Come si vede il regime di Hamas esce da questa storia sanguinosamente consolidato, mentre l’Autorità Palestinese, con cui Israele sta trattando, appare sempre più fragile. E’ ovvio che questo corso degli eventi mette in crisi la strategia israeliana, come afferma l’analista israeliano Yossi Alpher intervistato da Alix Van Buren su Repubblica, ma non certo per colpa delle scelte di Israele, che – salvo tregue episodiche scambi di prigionieri e altri argomenti di piccolo respiro – può logicamente cercare di accordarsi solo con chi rinunci all’obiettivo della sua stessa distruzione.
    Hevenu Shalom Aleichem
    PL

  4. Paolo Bee Autore articolo

    Pier Luigi, il tuo è un punto di vista indiscutibile.

    La pace resta l’unica soluzione. Sempre.
    Malgrado, come anche tu sottolinei, credo sarà estremamente difficile trovare un accordo tra chi rinuncerà all’obiettivo della sua stessa distruzione, nel mezzo di due stati mossi come marionette..

    Grazie del tuo contributo.

  5. annarita

    Sì, il punto di vista di Pier Luigi è indiscutibile: la pace dovrebbe essere l’unica soluzione percorribile…ma sarà possibile? Gli interessi in gioco lo consentiranno? Sono molto scettica, in proposito.

    Buon fine settimana, laureando, e un abbraccio, come sempre:)
    annarita

  6. Paolo Bee Autore articolo

    @ annarita:

    Purtroppo la guerra non la riesco a concepire… e non è una frase banale, tant’è che ne siamo circondati..

    Comunque il mio primo pensiero in questi casi va sempre e solo ai bambini: sono coinvolti ma senza una ragione..

    Abbraccio come sempre ricambiato :D
    baci

  7. annarita

    Hai ragione, mio caro! I bambini non dovrebbero patire gli effetti della dissennatezza dei grandi!

    ri-bacioni e ri-abbraccioni;)

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