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	<title>Commenti a: Dimostrata l&#8217;Ipotesi di Riemann(?)</title>
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		<title>Di: Enrico</title>
		<link>http://www.paolobarbarossa.com/2008/08/09/dimostrata-lipotesi-di-riemann/comment-page-1/#comment-4551</link>
		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 16:49:23 +0000</pubDate>
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		<description>Tra l&#039;altro informati sui siti affidabili come: http://www.claymath.org/millennium/ cioè il sito Clay institute come vedi il milione di dollari per l&#039;ipotesi di Reimann è ancora li</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tra l&#8217;altro informati sui siti affidabili come: <a href="http://www.claymath.org/millennium/" rel="nofollow">http://www.claymath.org/millennium/</a> cioè il sito Clay institute come vedi il milione di dollari per l&#8217;ipotesi di Reimann è ancora li</p>
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		<title>Di: Enrico</title>
		<link>http://www.paolobarbarossa.com/2008/08/09/dimostrata-lipotesi-di-riemann/comment-page-1/#comment-4550</link>
		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 16:41:02 +0000</pubDate>
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		<description>Per andréè:

Ma secondo te se l&#039; ipotesi di riemann era stata dimostrata, le banche sarebbero aperte? o staremmo ancora usando codici RSA?

Ma per favore, ma quante cavolate si dicono, alla fine non si capisce quale è realtà e quale nò.

2000 anni di studi e mo esce questo pinco gallo o come si chiama e risolve tutto

Certo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per andréè:</p>
<p>Ma secondo te se l&#8217; ipotesi di riemann era stata dimostrata, le banche sarebbero aperte? o staremmo ancora usando codici RSA?</p>
<p>Ma per favore, ma quante cavolate si dicono, alla fine non si capisce quale è realtà e quale nò.</p>
<p>2000 anni di studi e mo esce questo pinco gallo o come si chiama e risolve tutto</p>
<p>Certo</p>
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		<title>Di: andréè</title>
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		<dc:creator>andréè</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 20:32:33 +0000</pubDate>
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		<description>FINALMENTE DIMOSTRATA L&#039;IPOTESI DI RIEMANN! Sì, la notizia è esatta. Mi sono documentato e ho tratto le mie deduzioni. Da oggi in poi tutti i libri che trattano la RH, alla luce della doppia dimostrazione dell&#039;Ipotesi di Riemann da parte del matematico italiano Onofrio Gallo. La prima del 2004 e la seconda del 2005, fondate sulle sue originali scoperte matematiche (Principio di Disidentità di Gallo, Secondo Principio Generale della Conoscenza, codificato dallo stesso Gallo,Teorema Mirabilis di Gallo con il quale ha ottenuto la prima dimostrazione di tipo DIRETTA a livello mondiale, in solo sei pagine, ad opera di un solo autore dell’altrettanto celebre Ultimo Teorema di Fermat. La seconda dimostrazione dell&#039;RH o TEOREMA RH-MIRABILIS DI GALLO  è costituita a quanto sembra da solo sette righe, al punto che il suo Autore ha dichiarato di esser riuscito a venire a capo dell’”enigma degli enigmi” (dimostrazione dell’Ipotesi di Riemann) mediante il “più semplice dei più semplici” dei teoremi delle Matematiche. La dimostrazione del Teorema RH-Mirabilis segue quella del Teorema RH  di Gallo (2004) già depositato nel 2004 presso l’Accademia Norvegese delle Scienze e delle Lettere che fa uso della funzione “fi” di Gallo e che dimostra l’RH in base ad una doppia applicazione del Principio di Disidentità di Gallo ed in base al suo Secondo Principio Generale della Conoscenza ( espresso in questo caso dal Principio d’Identità dei Polinomi). L&#039;elegante e fulminea dimostrazione dell&#039;RH che traspare dal TEOREMA RH-MIRABILIS DI GALLO dà ampiamente ragione a coloro che prevedevano la probabile dimostrazione dell&#039;RH non da parte di un&#039;équipe di matematici, ma da un singolo matematico che facesse uso di nuove idee, di nuove teorie e di nuovi teoremi e che si ponesse come un vero e proprio outsider nei confronti delle comuni linee di ricerca rivolte alla soluzione dell&#039;enigma degli enigmi.. Il TEOREMA RH-MIRABILIS DI GALLO sfrutta una ben nota proprietà di simmetria degli zeri di Riemann non banali della funzione zeta di Riemann ( da taluni definita “il mostro”). Per avere ragione del “ mostro” di Riemann Onofrio Gallo costruisce la funzione complessa di simmetria di Gallo a partire da una generica soluzione non banale del “mostro”, dimostrando che qualsiasi zero complesso non banale z=x+iy (x,y reali non nulli) della funzione zeta di Riemann dev’essere del tipo z=1/2+iy , ossia che. per ogni z siffatto, la parte reale di z deve giacere sulla cosiddetta “retta critica”di Riemann x=1/2. L’ “impossibile” impresa è stata dunque compiuta dal matematico cervinarese mediante l’applicazione di una “doppia simmetria”. La prima già scoperta da Riemann nel 1859( se ζ(s)=0 , anche ζ(1-s)=0, con s ed 1-s zeri complessi non banali di Riemann). La seconda scoperta dallo stesso Onofrio Gallo nel 1993 (Teorema Mirabilis di Gallo, del 27 dic 1993, Roma). Personalmente non ho mai assistito a una rivoluzione matematica di questa portata! Andréè.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>FINALMENTE DIMOSTRATA L&#8217;IPOTESI DI RIEMANN! Sì, la notizia è esatta. Mi sono documentato e ho tratto le mie deduzioni. Da oggi in poi tutti i libri che trattano la RH, alla luce della doppia dimostrazione dell&#8217;Ipotesi di Riemann da parte del matematico italiano Onofrio Gallo. La prima del 2004 e la seconda del 2005, fondate sulle sue originali scoperte matematiche (Principio di Disidentità di Gallo, Secondo Principio Generale della Conoscenza, codificato dallo stesso Gallo,Teorema Mirabilis di Gallo con il quale ha ottenuto la prima dimostrazione di tipo DIRETTA a livello mondiale, in solo sei pagine, ad opera di un solo autore dell’altrettanto celebre Ultimo Teorema di Fermat. La seconda dimostrazione dell&#8217;RH o TEOREMA RH-MIRABILIS DI GALLO  è costituita a quanto sembra da solo sette righe, al punto che il suo Autore ha dichiarato di esser riuscito a venire a capo dell’”enigma degli enigmi” (dimostrazione dell’Ipotesi di Riemann) mediante il “più semplice dei più semplici” dei teoremi delle Matematiche. La dimostrazione del Teorema RH-Mirabilis segue quella del Teorema RH  di Gallo (2004) già depositato nel 2004 presso l’Accademia Norvegese delle Scienze e delle Lettere che fa uso della funzione “fi” di Gallo e che dimostra l’RH in base ad una doppia applicazione del Principio di Disidentità di Gallo ed in base al suo Secondo Principio Generale della Conoscenza ( espresso in questo caso dal Principio d’Identità dei Polinomi). L&#8217;elegante e fulminea dimostrazione dell&#8217;RH che traspare dal TEOREMA RH-MIRABILIS DI GALLO dà ampiamente ragione a coloro che prevedevano la probabile dimostrazione dell&#8217;RH non da parte di un&#8217;équipe di matematici, ma da un singolo matematico che facesse uso di nuove idee, di nuove teorie e di nuovi teoremi e che si ponesse come un vero e proprio outsider nei confronti delle comuni linee di ricerca rivolte alla soluzione dell&#8217;enigma degli enigmi.. Il TEOREMA RH-MIRABILIS DI GALLO sfrutta una ben nota proprietà di simmetria degli zeri di Riemann non banali della funzione zeta di Riemann ( da taluni definita “il mostro”). Per avere ragione del “ mostro” di Riemann Onofrio Gallo costruisce la funzione complessa di simmetria di Gallo a partire da una generica soluzione non banale del “mostro”, dimostrando che qualsiasi zero complesso non banale z=x+iy (x,y reali non nulli) della funzione zeta di Riemann dev’essere del tipo z=1/2+iy , ossia che. per ogni z siffatto, la parte reale di z deve giacere sulla cosiddetta “retta critica”di Riemann x=1/2. L’ “impossibile” impresa è stata dunque compiuta dal matematico cervinarese mediante l’applicazione di una “doppia simmetria”. La prima già scoperta da Riemann nel 1859( se ζ(s)=0 , anche ζ(1-s)=0, con s ed 1-s zeri complessi non banali di Riemann). La seconda scoperta dallo stesso Onofrio Gallo nel 1993 (Teorema Mirabilis di Gallo, del 27 dic 1993, Roma). Personalmente non ho mai assistito a una rivoluzione matematica di questa portata! Andréè.</p>
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		<title>Di: andree</title>
		<link>http://www.paolobarbarossa.com/2008/08/09/dimostrata-lipotesi-di-riemann/comment-page-1/#comment-4196</link>
		<dc:creator>andree</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 14:57:17 +0000</pubDate>
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		<description>Sembra proprio di si! L&#039;Ipotesi di Riemann (VIII Problema di Hilbert) per quanto ne so è stata dimostrata in poche righe ( meno di dieci, si dice!) dal matematico italiano Onofrio Gallo con l&#039;ausilio del Teorema Mirabilis di Gallo  sfruttando una doppia simmetria...altro non so dire. Se la notizia è vera sarà la fine di un incubo! Andrée</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra proprio di si! L&#8217;Ipotesi di Riemann (VIII Problema di Hilbert) per quanto ne so è stata dimostrata in poche righe ( meno di dieci, si dice!) dal matematico italiano Onofrio Gallo con l&#8217;ausilio del Teorema Mirabilis di Gallo  sfruttando una doppia simmetria&#8230;altro non so dire. Se la notizia è vera sarà la fine di un incubo! Andrée</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gabriele</title>
		<link>http://www.paolobarbarossa.com/2008/08/09/dimostrata-lipotesi-di-riemann/comment-page-1/#comment-4054</link>
		<dc:creator>gabriele</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 02:52:55 +0000</pubDate>
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		<description>Ma se l&#039;ipotesi di rienmann è &quot;solo&quot; da dimostrare ed in pratica funziona ,perchè non utilizzarla già per rendere più veloci le decriptazioni ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma se l&#8217;ipotesi di rienmann è &#8220;solo&#8221; da dimostrare ed in pratica funziona ,perchè non utilizzarla già per rendere più veloci le decriptazioni ?</p>
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		<title>Di: isidoro ghezzi</title>
		<link>http://www.paolobarbarossa.com/2008/08/09/dimostrata-lipotesi-di-riemann/comment-page-1/#comment-3168</link>
		<dc:creator>isidoro ghezzi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 04:52:18 +0000</pubDate>
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		<description>strano pero&#039; che nelle varie discussioni, nessuno citi il teorema di kurt godel sull&#039;incompletezza d&#039;ogni matematica. non sono un esperto eh, ma ad intuito mi pare le le due siano intimamente connesse.
;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>strano pero&#8217; che nelle varie discussioni, nessuno citi il teorema di kurt godel sull&#8217;incompletezza d&#8217;ogni matematica. non sono un esperto eh, ma ad intuito mi pare le le due siano intimamente connesse.<br />
 <img src='http://www.paolobarbarossa.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: franco</title>
		<link>http://www.paolobarbarossa.com/2008/08/09/dimostrata-lipotesi-di-riemann/comment-page-1/#comment-2886</link>
		<dc:creator>franco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 19:56:05 +0000</pubDate>
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		<description>Quando un elettricista  ha una certa esperienza, lavora sui fili senza staccare la corrente,allora è il momento buono che prende la scossa, con cio&#039; voglio dire i matematici dall&#039;alto della loro esperienza forse non vedono cose che possono vedere dei profani. Io sono affascinato dalla statistica e ho voluto mettere sempre in relazione la sequenza dei numeri, ad un certo punto ho provato anche con la sezione aurea ad applicarla alla seguenza dei numeri, infatti sono convinto che riuscendo a trovare il coefficiente fisso si puo&#039; risolvere ogni problema, ma non è una cosa normale, ho provato a vedere attentamente la relazione dei numeri tra loro ma purtroppo mi accorgo che non seguoo una logica comunque tu li ponga, allora ho pensato che cio&#039; non è possibile perchè se i numri seguono e seguono per forza una logica, perchè non riusciamo a trovare il coefficente? Se si scoprisse non servirebbe nessun calcolatore, io sono convinto che il coefficiente esiste, bisogna solo trovarlo, ho anche pensato che nel calcolo dei numeri primi c&#039;è un errore di partenza, infatti non è giusto inserire il 2 tra i numeri primi perchè esso secondo me è un intruso, in quanto è vero che è divisibile per se e per uno ma cio&#039; accade per necessità, in qaunto i numeri primi sono solo i numeri dispari, escluso logicamente quelli che seguono dal 7 in poi come il 9 in 15 che per logica sono divisibili per se per uno e per i loro multipli, ma essendo numeri che sono originati già da altre coppie possono essere logicamente esclusi dai numeri primi. Quindi ilo 0 e l&#039;1 li escludiamo per logica, ma è un errore perchè comunque 1 è sempre divisibile per 1 e per se stesso, lo zeo per logica è il primo numero paro, he è stato inserito solo nel ix secolo dopo cristo e questo significa che grandi matmatic che sono considerati padri della matematica come pitagora, come Pitagora, euclide, talete , cartesio ecc  e che ci hanno trasmesso le loro tavole sulle quali si è studiato sonpo partiti con un errore fondamentale che ci portiamo al seguito e questo secondo me ha fatto si che siamo rimasti indietro nel tempo, Bisognerebbe reinserire nel loro giusto posto lo 0, l&#039;1 ed il 2. Tutte le teorie, le tesi sui numeri sono fatte un po&#039; come le profezie, ovvere si scoprono solo dopo che un fatto è accaduto, ovvero la profezia viene associata ad un fatto solo quando questo accade e questo mi da l&#039;impression che i vari teoremi sui numeri pari vengono elaborati conoscendo pero&#039; già i numeri primi, ovvero applico teoremi su coe che conosco e non su cose da scoprire</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando un elettricista  ha una certa esperienza, lavora sui fili senza staccare la corrente,allora è il momento buono che prende la scossa, con cio&#8217; voglio dire i matematici dall&#8217;alto della loro esperienza forse non vedono cose che possono vedere dei profani. Io sono affascinato dalla statistica e ho voluto mettere sempre in relazione la sequenza dei numeri, ad un certo punto ho provato anche con la sezione aurea ad applicarla alla seguenza dei numeri, infatti sono convinto che riuscendo a trovare il coefficiente fisso si puo&#8217; risolvere ogni problema, ma non è una cosa normale, ho provato a vedere attentamente la relazione dei numeri tra loro ma purtroppo mi accorgo che non seguoo una logica comunque tu li ponga, allora ho pensato che cio&#8217; non è possibile perchè se i numri seguono e seguono per forza una logica, perchè non riusciamo a trovare il coefficente? Se si scoprisse non servirebbe nessun calcolatore, io sono convinto che il coefficiente esiste, bisogna solo trovarlo, ho anche pensato che nel calcolo dei numeri primi c&#8217;è un errore di partenza, infatti non è giusto inserire il 2 tra i numeri primi perchè esso secondo me è un intruso, in quanto è vero che è divisibile per se e per uno ma cio&#8217; accade per necessità, in qaunto i numeri primi sono solo i numeri dispari, escluso logicamente quelli che seguono dal 7 in poi come il 9 in 15 che per logica sono divisibili per se per uno e per i loro multipli, ma essendo numeri che sono originati già da altre coppie possono essere logicamente esclusi dai numeri primi. Quindi ilo 0 e l&#8217;1 li escludiamo per logica, ma è un errore perchè comunque 1 è sempre divisibile per 1 e per se stesso, lo zeo per logica è il primo numero paro, he è stato inserito solo nel ix secolo dopo cristo e questo significa che grandi matmatic che sono considerati padri della matematica come pitagora, come Pitagora, euclide, talete , cartesio ecc  e che ci hanno trasmesso le loro tavole sulle quali si è studiato sonpo partiti con un errore fondamentale che ci portiamo al seguito e questo secondo me ha fatto si che siamo rimasti indietro nel tempo, Bisognerebbe reinserire nel loro giusto posto lo 0, l&#8217;1 ed il 2. Tutte le teorie, le tesi sui numeri sono fatte un po&#8217; come le profezie, ovvere si scoprono solo dopo che un fatto è accaduto, ovvero la profezia viene associata ad un fatto solo quando questo accade e questo mi da l&#8217;impression che i vari teoremi sui numeri pari vengono elaborati conoscendo pero&#8217; già i numeri primi, ovvero applico teoremi su coe che conosco e non su cose da scoprire</p>
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	<item>
		<title>Di: franco</title>
		<link>http://www.paolobarbarossa.com/2008/08/09/dimostrata-lipotesi-di-riemann/comment-page-1/#comment-2883</link>
		<dc:creator>franco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 18:36:52 +0000</pubDate>
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		<description>i numeri così come interpretati hanno una logica ferrea, ma chi spazia con la mente non è matematico ma un fantasioso e si applica piu&#039; ai classici, alla filosofia, alla letteratura perchè permette al pensiero umano di  evadere da certe linee apparentemente fisse come sono nella matematica. Ma allora mi sono chiesto, l&#039;universo è immenso è noi saremmo stati capaci a creare le cose se avessimo già raggiunto una certa scienza, ma su questo argomento non siamo altro che trogloditi. Quando penso alla matematica che sembra così linere e ferrea nelle sue leggi sbaglio perchè tutto quello che mi sta intorno è quantificabile in dimensione, in musica ed in fantasia, quidni tutto è così labile che a noi sembra funzionare tutto bene, am tutto funziona non perchè è così ma funziona perchè crediamo che sia così. La nostra mente mai arriverà alla chiave del creato, solo quando capiremo che la matematica o la legge dei numeri non è quella che crediamo perchè noi la guardiamo sempre secondo i nostri schemi e non i schemi larghi del libero pensiero. io in poche parole dico che uno piu&#039; uno farà smpre due, ma questo prchè noi abbiamo deciso che un oggetto è uno e che due oggetti sono stati identificati col due, ma non è così, noi stiamo semplicemente applicando la nostra idea terrena e primordiale. abbiamo imboccato una strada sbagliata che abbiamo ereditato da altre civiltà antiche e la ci siamo fossilizzati. Basta pensare che a un bambino bastano poche parole per farsi capire, quando cresce ne ha bisogo di altre e man mano ne apprende altre, ma fino a che non ha appreso una determinata parola, non ha alcun problema ad andare avanti, quindi tutto serve nulla serve, ma serve solo quello che necessita all&#039;atto del procedere nella vita quotidiana.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>i numeri così come interpretati hanno una logica ferrea, ma chi spazia con la mente non è matematico ma un fantasioso e si applica piu&#8217; ai classici, alla filosofia, alla letteratura perchè permette al pensiero umano di  evadere da certe linee apparentemente fisse come sono nella matematica. Ma allora mi sono chiesto, l&#8217;universo è immenso è noi saremmo stati capaci a creare le cose se avessimo già raggiunto una certa scienza, ma su questo argomento non siamo altro che trogloditi. Quando penso alla matematica che sembra così linere e ferrea nelle sue leggi sbaglio perchè tutto quello che mi sta intorno è quantificabile in dimensione, in musica ed in fantasia, quidni tutto è così labile che a noi sembra funzionare tutto bene, am tutto funziona non perchè è così ma funziona perchè crediamo che sia così. La nostra mente mai arriverà alla chiave del creato, solo quando capiremo che la matematica o la legge dei numeri non è quella che crediamo perchè noi la guardiamo sempre secondo i nostri schemi e non i schemi larghi del libero pensiero. io in poche parole dico che uno piu&#8217; uno farà smpre due, ma questo prchè noi abbiamo deciso che un oggetto è uno e che due oggetti sono stati identificati col due, ma non è così, noi stiamo semplicemente applicando la nostra idea terrena e primordiale. abbiamo imboccato una strada sbagliata che abbiamo ereditato da altre civiltà antiche e la ci siamo fossilizzati. Basta pensare che a un bambino bastano poche parole per farsi capire, quando cresce ne ha bisogo di altre e man mano ne apprende altre, ma fino a che non ha appreso una determinata parola, non ha alcun problema ad andare avanti, quindi tutto serve nulla serve, ma serve solo quello che necessita all&#8217;atto del procedere nella vita quotidiana.</p>
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	<item>
		<title>Di: TEO</title>
		<link>http://www.paolobarbarossa.com/2008/08/09/dimostrata-lipotesi-di-riemann/comment-page-1/#comment-301</link>
		<dc:creator>TEO</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 17:34:40 +0000</pubDate>
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		<description>Riguardo l&#039;HANDBBOK OF APPLIED CRYPTOGRAPHY faccio presente che per potere liberamente visionare ed eventualmente stampare  il testo sia di tutti i  capitoli o solo di quell che più interessano è opportuno andare sul seguente sito:
www.cacr.math.uwaterloo.ca/hac/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Riguardo l&#8217;HANDBBOK OF APPLIED CRYPTOGRAPHY faccio presente che per potere liberamente visionare ed eventualmente stampare  il testo sia di tutti i  capitoli o solo di quell che più interessano è opportuno andare sul seguente sito:<br />
<a href="http://www.cacr.math.uwaterloo.ca/hac/" rel="nofollow">http://www.cacr.math.uwaterloo.ca/hac/</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo Bee</title>
		<link>http://www.paolobarbarossa.com/2008/08/09/dimostrata-lipotesi-di-riemann/comment-page-1/#comment-299</link>
		<dc:creator>Paolo Bee</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 16:25:06 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;b&gt;@ TEO&lt;/b&gt;:
Ho modificato il tuo commento inserendo il link al libro da te citato e visionabile sul web. Grazie per l&#039;interessamento.

Come ho già anticipato, vorrei scrivere alcuni post al riguardo approfondendo la questione dal punto della crittografia.. devo trovare il tempo e non so a che punto arrivi l&#039;interessamento collettivo su queste tematiche..

Un Saluto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><b>@ TEO</b>:<br />
Ho modificato il tuo commento inserendo il link al libro da te citato e visionabile sul web. Grazie per l&#8217;interessamento.</p>
<p>Come ho già anticipato, vorrei scrivere alcuni post al riguardo approfondendo la questione dal punto della crittografia.. devo trovare il tempo e non so a che punto arrivi l&#8217;interessamento collettivo su queste tematiche..</p>
<p>Un Saluto.</p>
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