Mondialogo Engineering Award
lunedì, 25 agosto 2008 | 3 Commenti
Più di un anno fa, scrissi in merito all’informatica, la mia materia, ed alla mia continua ricerca di un’etica che la coinvolgesse in prima persona che la rendesse utile ad un interscambio culturale, ad uno sviluppo collettivo. Perché credo che in fondo l’umanità sia sempre alla base di qualsiasi progresso, prima fra tutti la tecnologia.
Trovandosi a scegliere le varie strade percorribili per il futuro mondo del lavoro, si valuta un po’ di tutto. Girando nel sito dell’ UNESCO, sono venuto a conoscenza di Mondialogo.
Un progetto che mi sapeva di utopia, riuscire a coinvolgere i giovani di tutto il mondo in un dialogo universale al fine di scambiare ognuno il proprio sapere e le proprie competenze creando progetti che possano realmente aiutare a migliorare le condizioni di vita non solo della gente di una nazione ma di tutto il pianeta.
Il Worldwide Enginieering Award (WEA) coinvolge la futura generazione di ingegneri e scienziati in progetti di sviluppo sostenibile e principalmente diretti a soddisfare i bisogni primari dei paesi più poveri: dall’irrigazione sostenibile nel Sud Africa rurale, alla comunicazione di dati sanitari attraverso fibre ottiche in Nepal!! Molto interessanti.
L’impegno dell’UNESCO (United Nations Educational, Scietific and Cultural Organization) nel progetto Mondialogo, credo si spieghi già nel nome stesso dell’organizzazione che nasce appunto per promuovere la collaborazione tra i differenti paesi nell’ambito dell’istruzione, della scienza e della cultura, in maniera da contribuire a raggiungere un mondo più solidale, più giusto e rispettoso dei diritti umani.
Si tratta davvero di un bel progetto, un buon metodo per coniugare conoscenza e tecnologia in un modo molto coerente di aiutare il prossimo.
Pier Luigi Zanata
26 agosto 2008 alle 11:55
Mi sono occupato di etica nel web.
La diffusione di Internet solleva anche un certo numero di questioni etiche circa la riservatezza, la sicurezza e la confidenzialità dei dati, il diritto d’autore e la proprietà intellettuale, la pornografia, siti che incitano all’odio, la diffusione di pettegolezzi e di diffamazioni mascherati da notizie e molto altro.
Internet possiede caratteristiche eccezionali.
E’ necessario porre attenzione su alcuni aspetti
Uno fra i più importanti è quello che oggi viene definito « digital-divide », una forma di discriminazione che divide i ricchi dai poveri. In questo senso, si tratta di una versione aggiornata dell’antico divario fra i ricchi e i poveri di informazioni.
È necessario individuare modi per rendere Internet accessibile ai gruppi meno avvantaggiati, sia direttamente sia collegandolo a mezzi di comunicazione tradizionali a più basso costo. Un altro « divide » esiste a danno delle donne e anch’esso va eliminato.
Il dialogo e l’arricchimento interculturale sono senza dubbio molto desiderabili. Quello del dominio culturale diviene un problema particolarmente grave quando la cultura dominante trasmette valori falsi e contrari al bene autentico delle persone e dei gruppi. In tali circostanze la sensibilità culturale e il rispetto per i valori e le credenze degli altri sono indispensabili.
Complessa e fonte di ulteriori preoccupazioni è anche la questione della libertà di espressione su Internet.
Sostengo con vigore la libertà di espressione e il libero scambio delle idee. Alla luce di queste esigenze del bene comune, deploro i tentativi da parte delle autorità pubbliche di bloccare l’accesso all’informazione su Internet o su altri mezzi di comunicazione sociale perché li ritengono pericolosi o imbarazzanti per loro, di manipolare l’opinione pubblica a scopo di propaganda e di disinformazione o di impedire la legittima libertà di espressione e di pensiero. A questo riguardo i regimi autoritari sono i peggiori trasgressori, ma il problema esiste anche nelle democrazie liberali, dove l’accesso ai mezzi di comunicazione sociale per fare politica spesso dipende dalla ricchezza e dove i politici e i loro consiglieri non rispettano la verità e la lealtà, calunniando i propri oppositori e riducendo i problemi a dimensioni insignificanti.
Il giornalismo sta attraversando cambiamenti profondi in questo nuovo ambiente. La combinazione di nuove tecnologie e globalizzazione ha « aumentato le capacità dei mezzi di comunicazione sociale, ma ha anche accresciuto la loro esposizione alle pressioni ideologiche e commerciali » e questo vale anche per il giornalismo.
Internet è uno strumento di informazione molto efficiente e rapido. Tuttavia la competitività economica e la presenza giorno e notte del giornalismo on-line contribuiscono anche al sensazionalismo e alla diffusione del pettegolezzo, alla mescolanza di notizie, pubblicità e spettacolo, e a una diminuzione, almeno apparente, delle cronache e dei commenti seri. Un giornalismo onesto è essenziale per il bene comune delle nazioni e della comunità internazionale. Questi problemi evidenti nella pratica del giornalismo su Internet esigono una soluzione rapida da parte dei giornalisti stessi.
Ben venga un progetto, che ti sapeva di utopia, per ”riuscire a coinvolgere i giovani di tutto il mondo in un dialogo universale al fine di scambiare ognuno il proprio sapere e le proprie competenze creando progetti che possano realmente aiutare a migliorare le condizioni di vita non solo della gente di una nazione ma di tutto il pianeta”, per usare una delle tue frasi.
Vale
PL
annarita
27 agosto 2008 alle 17:02
Bellissimo e significativo il commento di Pier Luigi…fa riflettere ulteriormente.
Il progetto è bello e utile. Speriamo possa essere attuato come si deve!
A presto
annarita:)
Paolo Bee
27 agosto 2008 alle 20:23
@ Pier Luigi:
Grazie davvero.
Praticamente ho ottenuto un post di risposta più che un semplice commento. Te ne sono grato per l’elevato valore che hai dato ad un articolo scarno come era il mio.
@ annarita:
Sono già stati attuati molti dei progetti presentati negli anni precedenti, staremo a vedere quelli del corrente anno.
Certo sarebbe bello far parte di uno dei tanti team partecipanti..
A presto ad entrambi.