Le due scuole

Al mondo ci sono due tipi di scuole. In uno si insegnano tutte le cose vere: chi ha veramente fondato Roma, qual è veramente la montagna più alta del mondo, chi vive veramente sott’acqua. Nell’altro invece si insegnano tutte le cose false: che Roma l’ha fondata Remo o Numa Pompilio, e che sott’acqua ci stanno draghi e sirene.

Fra i due tipi di scuole c’è una bella differenza. Di verità ce n’è una sola: se è vero che Remolo ha fondato Roma, non può esser vero che l’ha fondata nessun altro. Quindi i bambini che vanno a questo tipo di scuola imparano tutti le stesse cose, e quando le hanno imparate passano il tempo a ripeterle: «Roma è stata fondata da Romolo», «Sott’acqua ci vivono i pesci» eccetera eccetera. In ogni momento dell’anno, se entrate in una scuola così ci trovate tutti i bambini che ripetono la stessa cosa, per esempio che Roma è stata fondata da Romolo. Se uno sgarra e dice che Roma l’ha fondata qualcun altro, gli danno dell’asino. Perché in queste scuole si insegna la verità, e di verità ce n’è una sola.
A lungo andare, anche i bambini che vanno a queste scuole diventano tutti uguali: hanno tutti un grembiulino bianco, i capelli rossi e neri e gli occhi gialli e blu, e mangiano tutti il gelato alla crema di ribes. Quando crescono, vogliono tutti una macchina grande grande, con dentro il telefono e il frigorifero e la lavatrice.

L’altro tipo di scuola è molto diversa. Siccome per ogni cosa vera ci sono infinite cose false, ogni scuola di questo tipo insegna ai bambini cose diverse, anzi ogni bambino in una scuola così impara cose diverse dagli altri. Uno impara che Roma l’ha fondata Remo, un altro che l’ha fondata Numa Pompilio e un altro ancora che l’ha fondata suo zio Gustavo, che tanto non ha mai niente da fare. Se entrate in una scuola così ci trovate un gran pandemonio, con tutti i bambini che raccontano storie diverse e nessuno può dire a un altro che ha torto perché tanto hanno torto tutti e lo sanno in partenza. E i bambini, anche, sono diversi: uno ha gli occhi verdi e un altro bianchi, uno ha il naso davanti e un altro dietro, uno porta il grembiule e un altro lo scafandro. Quando crescono, uno vuole una macchina con dentro il frigorifero e un altro un frigorifero con dentro la macchina, uno va in giro con il vestito e la cravatta e un altro senza cravatta e senza vestito.

Il problema adesso è: quale di queste è una scuola davvero?

[Via Pensare in un’altra luce]

12 commenti su “Le due scuole

  1. Audrey

    Ma siamo sicuri che la febbre sia passata??? :-P

    Seriamente..Siamo in fase di elucubrazioni sui paradossi del vero e del falso???
    Capisco che vista la realtà che ormai ci circondata il paradosso sta diventando prassi, però poveri bimbi..Davvero insegnano ancora che Roma fu fondata da Romolo e Remo????
    azzz :-)

    Ciao! Audrey

  2. annarita

    La prima è la scuola dell’omologazione; la seconda la scuola del posibilismo e della confusione.

    Nessuna delle due è la “mia scuola”!

    La “mia scuola”, quella che cerco di attuare da sempre è la scuola:

    dell’ascolto dei bisogni e delle esigenze dei ragazzi
    del rispetto di sè, dell’altro, e di regole basilari condivise
    dell’azione creativa e riflessiva
    della cooperazione e del supporto reciproco
    della libera espressione
    del piacere di imparare
    dell’assunzione di responsabilità
    dell’acquisizione di un metodo nell’affrontare le situazione problematiche, per essere in grado di andare con le proprie gambe nella vita
    del sorriso

    Non è facile, ma è quella in cui credo.

  3. Pablo Moroe

    Direi nessuna delle due.
    Esiste una terza scuola dove i ragazzi sono istruiti alla verità e ai quali viene lasciata la scelta di credervi oppure no. Esiste una terza scuola dove i ragazzi imparano l’educazione e ai quali viene lasciata la scelta di utilizzarla oppure no. Esiste una terza scuola dove i ragazzi che la frequentano sono bianchi, rossi, gialli, neri, alti, bassi, uomini, donne, omosessuali e ai quali viene lasciata la scelta di integrarsi o meno.
    Il futuro di quei ragazzi dipenderà solo ed esclusivamente dalle loro scelte e non credo ci sia qualcuno in grado di stabilire se queste siano giuste o sbagliate.
    L’importante è che in quella terza scuola insegnino il rispetto reciproco.

  4. Paolo Bee Autore articolo

    @ Roberta:
    No, la domanda era diversa! Sul fatto che sono pazzo non c’era da chiedere, è assodato! :D

    @ Audrey:
    Per la febbre sto facendo progressi.. ora ci sono delle piccole interferenze con le elucubrazioni!!
    Riflettevo sul fatto: è socialmente utile avere teste ben pensanti ma tutte uguali oppure diversificare con tutte le conseguenze del caso?? lo Psiconano sta distruggendo anche la scuola ora..

    @ annarita:
    la tua scuola è un modello reale e concreto, che stai già attuando(questo ti fa onore logicamente), ma quando ti giri intorno cosa vedi nei volti dei tuoi colleghi? La tua stessa passione e motivazione? I tuoi stessi principi? Inevitabilmente si torna ad uno dei due modelli descritti.. credo..

    @ Pablo Moroe:
    la scuola, intesa come istituzione, che rispetti i tuoi principi, come anche quelli di Annarita, è ancora lontana. Troppo.
    Educazione e rispetto sono molte volte le prime cose di cui si è carenti.

  5. Audrey

    Caro Paolo, lo psiconano non ha inventato nulla nemmeno in questo campo!

    In realtà, il discorso sarebbe davvero più ampio e bisognerebbe interrogarsi sul fatto se la scuola sia ancora un agente di educazione primario (lo so che qui bazzicano numerosi insegnanti e quindi mi prenderò la mia buona dose di improperi :)

    Credi davvero che l’incidenza maggiore (a livello intellettuale e culturale) sia ancora realizzata dalla scuola?
    Io credo (detto in maniera un po’ tranchant) che soprattutto la TV ormai domini le menti ed il modo di pensare.
    Sia nell’educazione dei bambini/ragazzi che nell’educazione degli adulti.

    E trovare qualcosa di più omologante della TV è davvero impossibile.

  6. frafrj

    …oddio….ma che ho scritto…
    più o meno che ti 6 fumato la paglia delle sedie…
    nel senso che stai un po’ fuori…
    da che pulpito :P :-D
    bacini :-D

  7. Paolo Bee Autore articolo

    @ Daniele Verzetti, Rockpoeta:
    Si, avevo letto il tuo commento! :)

    @ Audrey:
    Concordo pienamente con le tue idee: la TV è tutto al giorno d’oggi, purtroppo. Fortunatamente esiste ancora la “Terra di nessuno” che è internet e sulla quale terra i buoni principi dominano ancora.
    Per quanto riguarda l’istruzione, si, credo ancora in essa come strumento principale per la creazione di teste ben pensati ed è l’oggetto primario di ogni mia valutazione al dilà di qualsiasi programma politico.. Questo perchè mi rendo conto che la scuola ha un’incidenza minima nei ragazzi e se ne ha a sufficienza è solo grazie ad insegnanti responsabili..

    @ frafrj:
    mia cara, che piacere risentirti!
    ecco, da che pulpito questo exploit!! :D
    bacio.

  8. Lilly

    L’ideale sarebbe una scuola che insegnasse a tutti varie versioni, purtroppo la nostra è del primo tipo, ma persino la seconda sarebbe la migliore, poichè discutendo gli alunni finirebbero col capire che non esiste una Verità assoluta.

  9. luca

    ciao paolo…. bel testo…. ho fatto il test d ingresso sulle due scuole ed era molto difficile… comunque complimenti !

    luca

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