La legge del figurante
lunedì, 6 ottobre 2008 | 10 Commenti
[...] premessa [...]
La cosa mi porta a riflettere: io (e questo io non è riferito a me) che sono ingegnere e come tale uso l’ingegno, cercherei di far valere la mia posizione nei confronti dell’azienda piuttosto che trovare raggiri di questo genere. Tra le cose più importanti che un professionista deve avere è richiesto il problem solving, ora se vengono tolti gli strumenti per dirigersi verso questa direzione si perde un po’ il senso del mero lavoro di tecnico quale un ingegnere deve anche essere, voglio dire che riesco ad immedesimarmi perfettamente nei panni dell’azienda che limita i propri dipendenti in tale senso, almeno fino a quando ci sarà una realtà come quella attuale italiana basata sull’aspetto e sul titolo ché se poi vado a stringere si riduce in social network e degradazioni di chat, ma ad un professionista è richiesta soprattutto serietà che molto spesso, come noto, non offre.
Io penso che il titolo sia secondario, non lo ostento e non lo pretendo e tanto meno l’aspetto importa eccessivamente, basta rientrare nei canoni di decenza, ma DATEMI gli strumenti necessari di cui necessito per dimostrare veramente quanto valga.
E ora una domanda. Come vedete il fatto di privare internet nel posto di lavoro dopo le premesse fatte?
Ah, un’altra cosa: in Italia, l’abito FA il monaco, siete d’accordo?
Dalfav
7 ottobre 2008 alle 21:45
Grandissimo…..!!!!! Non conosco bene la situazione ma credo che il problema di fondo sia un altro. In ogni caso ritengo che, in determinate circostanze, possa contare molto più la propria volontà che gli strumenti che si hanno a disposizione.
Paolo Bee
8 ottobre 2008 alle 17:05
Sicuramente la volontà è il fattore primario nella realizzazione di qualsiasi cosa, questo è assodato. Gli “strumenti del mestiere” posso diventare un diversivo se la cosa non è presa con serietà e resposabilità, volevo semplicemente dire questo.
Sono d’accordo con la tua tesi.
annarita
8 ottobre 2008 alle 22:41
Io penso che il titolo sia secondario, non lo ostento e non lo pretendo e tanto meno l’aspetto importa eccessivamente, basta rientrare nei canoni di decenza, ma DATEMI gli strumenti necessari di cui necessito per dimostrare veramente quanto valga.
Sono d’accordo! Assodata la volontà di fare, gli strumenti sono indispensabili!
E sì, il più delle volte, in Italia, l’abito fa il monaco, purtroppo!
Baciotti un po’ esauriti;)
Cristiano
8 ottobre 2008 alle 23:41
Il problema è che in Italia risulta estremanente difficile per le aziende fornire gli strumenti giusti, proprio perchè si tira al risparmio più becero sulle necessità e si spende sul superfluo.
Internet è vista malissimo dalle PMI italiane, specie nella nostra provincia: è un’inutile fonte di spesa. Meglio sostituirla con l’acquisto di una macchina di lusso per l’amministratore delegato
L’abito, ormai, fa il monaco solo negli enti pubblici … e a breve neanche in quelli
Paolo Bee
12 ottobre 2008 alle 17:44
@ annarita:
capisci quanto diveti difficile trovare un posto di lavoro in queste circostanze..?!
Baciotti esauriti? Why??
@ Cristiano:
purtroppo non biasimo neanche le aziende, fino a quando ci saranno ingegneri professionisti che si comportano in questo modo guidati dai soli soldi senza la benchè minima voglia di apprendere non avverranno progressi in questo senso.
Se si pensa poi ad internet = svago, allora si tirano subito le somme dell’attuale situazione provinciale, regionale ed in parte nazionale.
@ Annarita e Cristiano:
scusate per il ritardo nella risposta!
Sara
12 ottobre 2008 alle 18:15
L’abito fa da sempre il monaco, e oggi da luogo comune sta diventando legge di sopravvivenza. C’è da adattarsi amen
Riguardo taluni ingegneri che tutto offrono tranne professionalità stendo un velo pietoso…
Daniele Verzetti, Rockpoeta
13 ottobre 2008 alle 23:52
In Italia le conoscenze fanno l’abito che a sua volta fa il monaco.
Internet: io lo lascerei ci sono migliaia di modi diversi per capire se uno lavora o no….
Paolo Bee
15 ottobre 2008 alle 19:55
@ Sara:
@ Daniele Verzetti, Rockpoeta:
Sono d’accordissimo con te per la questione Internet. Sarebbe anche un modo, dando fiducia all’impiegato, di vedere il suo grado di serietà..
Matteo
17 ottobre 2008 alle 23:59
Ciao ho scoperto solo ora il tuo blog e mi piace. Ti andrebbe di fare scambio di link? Ti aspetto da me se accetti. Complimenti e grazie
annarita
18 ottobre 2008 alle 22:34
Ciao, Paolo. Come va? Passo per un saluto.
Buona domenica… e a presto