Archivio mensile:luglio 2009

Decidilo Tu – Coraggio all’Abruzzo

Ciò che c’è dietro la parola Terremoto è qualcosa che non si può descrivere in due righe, come un senso mistico che si appiccica alla parola quasi quanto il cemento alla sabbia a diventare una cosa unica, solida, ferma nella mente.

Per un abruzzese dire terremoto significa toccarlo nel profondo.

Sono passati oramai tre mesi, ma non sono mai riuscito a scrivere al riguardo, inevitabilmente ogni volta mi trovavo a cancellare ed abbandonare la bozza. E’ difficile descrivere cosa si prova nell’avvertire quel senso di nausea che colpisce durante il riflesso dei movimenti sismici che arrivano sulla costa e pensare allo stesso tempo a quelle persone che sono lì, vicino l’epicentro.

“Stanotte è tornato”, dicono, quasi lo trattassero come un essere a se stante, una creatura vivente..

Si parla di L’Aquila.. e si parla di G8, per  mantenere l’attenzione sulla problematica.. dicono.. ma in fin dei conti nessuno tranne noi parla con chi il terremoto lo porta ancora dentro, con chi si è sistemato in dimore di fortuna, in case di amici sulla costa e che non ha ancora visto quel misero salario, quei cento euro mensili che qualcuno ha promesso a coloro per i quali lo stato non avesse dovuto fornire accoglienza, perchè i fondi ci sono, l’Italia non ha bisogno di aiuti esterni. Nessuno dice che B. ora vive a Pescara e per iscrivere sua figlia ad un asilo nido in città si è dovuta recare 3 volte a L’Aquila a spese proprie per un nulla osta che le permettesse un’iscrizione all’infuori della provincia colpita dal terremoto.

Queste sono le “semplificazioni”, questa è l’atmosfera fantastica che qualcuno, ma non noi, percepisce nelle tendopoli offendendo quella povera gente.