Archivio mensile:novembre 2009

GhettoItaly

Aprire una rubrica su questo blog significherebbe avere una periodicità, una certa cadenza che, ora come ora, mio malgrado, non ho; pero forse è proprio tale tipo di libertà che questo spazio mi concede a far si che la mia presenza sul web sia duratura e persistente; ad ogni modo, per le ragioni precedenti ho deciso di inaugurare più che una rubrica, una nuova categoria, che parla di Africa. L’Africa, il continente più ricco del mondo. Ricco di valori, di ricchezze terrene ma anche ricco di guerre e di indiffirenza e di attenzioni e disattenzioni..

A tal proposito leggevo le parole con le quali si apre il preambolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani:

Il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali e inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo.

Leggevo pensando all’ingiustizia, l’ineguaglianza e l’impunità che sono ancora il tratto dominante del nostro mondo contemporaneo, prendendo in considerazione gli articoli che compongono la Dichiarazione, per valutare quanto essi vengano effettivamente applicati infatti, viene fuori un quandro desolante di torture, discriminazioni nei confronti delle comunità più vulnerabili, violenze su donne e bambini, pena di morte, repressione delle libertà fondamentali, negazione del diritto alla salute, al cibo, all’acqua, e a un’adeguata abitazione, nient’altro se non la riprova di quanto gli stati, in Africa ma non solo, rispettino i diritti umani.

E in italì?? In Italia nonostante tutto, molte persone intorno a noi, dicono ancora SI alla volontà di introduzione della pena di morte come metodo di condanna per reati gravi, dicono NO agli immigrati e vedono nell’integrazione culturale una minaccia per l’identità culturale del paese. Politiche, queste, che portano alla “ghettizzazione” delle minoranze etniche, religiose e culturali producendo sentimenti contrastanti tra le persone.

In questo modo, mi domando quindi, ci distinguiamo dai paesi del terzo mondo?? Le parole di Saviano.

Lo Sconto Cammina anche a Pescara

Noto con piacere che lo SCEC (Sconto Che Cammina) si sta diffondendo anche in Abruzzo grazie alla popolarità acquisita nel tempo e anche grazie ad associazioni come Terra Nostra che incentivano e promuovono questa nuova moneta alternativa.

A Pescara sono una quarantina, per ora, le attività commerciali che accettano gli SCEC e lo scorso Ottobre è stata presentata una Mozione per incentivare la creazione di un circuito commerciale locale.

Vi consiglio di verificare se nella vostra regione è presente un’isola della rete in cui poter usufruire degli sconti che camminano, se invece volete sapere di cosa si tratta vi propongo il video esplicativo.

Someone to love

Ho ascoltato il nuovo album di Elisa ieri notte. Mi sentivo nello spirito adatto per immedesimarmi nella parte, così ho deciso di stare al gioco e di immergermi in quelle suggestioni musicali che lei sa trasmettere particolarmente bene.

Con il calare della notte le percezioni aumentano e un senso di calma mi riempiva, ho accesso il lettore, mi sono steso sul letto ed ho iniziato la corsa alla ricerca di nuove emozioni, di nuove parole da ascoltare, di nuovi panni da indossare, di vite nelle quali immedesimarsi.

Aspettando di ascoltare una Elisa come quella di Lotus in cui la sua fantastica voce si mescolava alle  chitarre acustiche, ai fiati e alle percussioni mi sono addentrato sempre più nell’anima rock della cantante iniziando da “Vortexes” e passando poi per i nodi di “This Knot” fino alla cover “Mad World”, ripartendo verso le poesie di Dio (“Poems by God”) e arrivando allo splendido messaggio che contiene “Forgiveness”..

Era tardi ieri notte, ho spento l’iPod per un po’ ed ascoltato il mio respiro, com’è capace di mescolare in un unico impasto le emozioni, espandendo le sensazioni al di fuori del corpo, al di fuori del tempo, al di fuori dello spazio; trovandoti a correre nel futuro, nel passato, e in un qualcosa che non sai se definire tempo.. E rincorrendo quelle sensazioni ho dormito, un sonno profondo, un sonno semplice..

E la musica resta in circolo nelle vene come alcool e permette alla mente di continuare a fluttuare, a riflettere in modo vigile, con attenzione, ed allora capisci, capisci che anche sta volta qualcosa, una frase, un passaggio, un arrangiamento, sono riusciti a toccare la parte più profonda di te..

E tutto ciò l’ho percepito stamattina quando mi sono svegliato e ho deciso di scriverci su ed ancora nella mente galleggiavano le parole di una canzone in particolare, che oramai è già mia, che è già parte di me, perchè «quando finalmente si spalancano le porte, e si lascia che tutto ci attraversi; allora, ci si accorge di non essere soli e di essere anche noi qualcuno da amare».

When you finally open the door
To let everything in
You’ll find out you’re not alone
And that you are someone to love