Archivio mensile:marzo 2010

Coerenze Storiche

Il capo del Governo si  macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che,  al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la  condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.  Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini?  Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una  parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si  rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma  preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.  Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e  il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre,  grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un  perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo  onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i  suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il  buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e  impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è  difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore  della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza  credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre  di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che  disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di  profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico  volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si  immagina sempre di essere il personaggio che vuole  rappresentare.

Qualunque cosa voi abbiate pensato, qualsiasi riferimento mentale voi abbiate fatto, con queste parole, nel 1945, Elsa Morante si accostava a descrivere la figura di Benito Mussolini.

Elsa Morante, Opere, vol. I, Mondadori (Meridiani), Milano 1988, L-LII