Un po’ come se andassi al mare

La coppia che abita sotto casa mia ha una bimba di 14 mesi. Spesso la mattina, verso le 6.30, sento rumori e preparativi lungo le scale: la madre porta la sua piccola al mare di buon ora ché per i bimbi, si dice, sia un toccasana. Si è organizzata anche abbastanza bene, la madre, lascia il passeggino lungo le scale, senza stare ogni volta a chiuderlo per poi doverlo riaprire, così quando la mattina scende giù, ci mette la piccolina dentro ed esce, “una vera fortuna avere il mare a poca distanza” dice sempre. Molto spesso però, i rumori mattutini io non li sento, chè il sonno a quell’ora e in questo periodo, forse, è più forte del caldo e di tutto il resto, allora quando scendo per andare a lavorare ogni mattina mi diverto a curiosare se il passeggino è ancora lì oppure sono io che non ho sentito nulla. Quando torno a casa però, il passeggino lì al suo posto c’è sempre, sul pianerottolo, lungo le scale, mi basta aprire la porta per sapere che è lì, non lo devo necessariamente vedere, perché è impregnato di mare, di quell’odore che, se ci cresci accanto, se lo conosci bene, non dimentichi mai! Così, quando la sera torno a casa e apro la porta delle scale, sento l’odore del mare che mi circonda e che mi da pace e calore. Ultimamente, quando apro la porta delle scale la sera è un po’ come se andassi al mare.

2 commenti su “Un po’ come se andassi al mare

  1. Veronica

    Quest’estate ho lavorato (sto lavorando) tutti i pomeriggi: porto dei bimbi al mare, così la loro mamma può prendere il sole o riposarsi dopo notti brave; il passeggino è pieno di sabbia ed è corredato di una pedana su cui può salire un altro bambino. L’orologio non scorre mai, i miei amici sono a zonzo a quell’ora, i bambini fanno i capricci, non hanno voglia di giocare; le mie idee e le mie forze sono agli sgoccioli. Li riportiamo a casa, doccia e cena e qualche volta posso sedermi sugli scalini davanti casa, sotto le piante dell’aiuola: qui racconto favole in cui loro sono i principi degli alberi (grazie Italo Calvino!), costruiscono città sulle nuvole (grazie Aristofane), combattono contro il minotauro, salvano i boschi dai tagliaalberisenzapietà…e i bambini capricciosi scompaiono, ci sono due ometti e una signorina ad ascoltarmi. A settembre ricomincio con l’università, sono stanca e non ho voglia di lavorare nè di studiare; mi sento in balia di un dovere durante quelle ore, ho paura di scomparire dietro a una routine. Ma non devo avere paura: nessuno mi porterà via la voglia di sognare!

  2. Paolo Autore articolo

    Sognare! Per quella che è la mia esperienza i sognatori sono terribili quando di colpo li prende il bisogno di agire, e poi sono sempre quelli che in tutto e per tutto incarnano le “agitazioni del mondo”! E sono anche quelli che abbassano la testa e si buttano con serenità nelle difficoltà, superandole grazie alla capacità e all’intuito! Chi sogna, per me, è una persona speciale a prescindere; chi sogna ad occhi aperti, e non solo di notte, poi, lo è ancora di più!

Rispondi