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	<title>Paolo Barbarossa &#187; Omni</title>
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	<description>Un uomo in mare</description>
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		<title>Noir</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 15:50:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si era sempre rifiutata di arredarla quella sua casa forse troppo grande per lei, aveva giusto comprato una lampada grande, da terra, e una più piccola, in stile liberty, da mettere accanto al suo letto: un materasso poggiato su di un grande tappeto bianco dalla consistenza voluminosa e soffice. La cucina, scarna, con una credenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si era sempre rifiutata di arredarla quella sua casa forse troppo grande per lei, aveva giusto comprato una lampada grande, da terra, e una più piccola, in stile liberty, da mettere accanto al suo letto: un materasso poggiato su di un grande tappeto bianco dalla consistenza voluminosa e soffice. La cucina, scarna, con una credenza digiuna di piatti, un frigo giallo in stile anni &#8217;50 e un lavandino.</p>
<p>Quando si era trasferita lì, in quell&#8217;appartamento, aveva deciso così; comprò quel poco di arredamento, un portatile, un buono stereo, e poi cuscini, un mare di cuscini, di ogni forma, colore, densità, grandezza. Aveva riempito la stanza principale, quella che lei chiamava &#8220;pensatoio&#8221;, di cuscini, e un tavolino in legno wengé, basso, da poterci stare in ginocchio o, come preferiva lei, a gambe incrociate.<br />
Tra il tavolo e la finestra la lampada da terra in stile classico completamente bianca e con il cappello bombato arancio dominava la stanza dalla sua altezza come un faro.</p>
<p>Quella sera mi aveva invitato a cena.</p>
<p>Quando suonai, qualcuno mi aprì dal citofono senza rispondere. Salite le scale notai la porta socchiusa, c&#8217;era musica che filtrava dalla fessura. Aprii la porta e fui invaso da un profumo d&#8217;incenso e musiche orientali, la melodia di un sitar che suonava ininterrottamente creando il rincorrersi di echi e cambi di tonalità. Nel piccolo atrio d&#8217;ingresso, vuoto e dalle pareti di un giallo caldo pastello, a sinistra della porta, inevitabile da notare come una guardiana, c&#8217;era la scarpiera che invitava a togliersi le scarpe e mettersi a proprio agio. Lo feci, come sempre, seguendo la sua volontà taciuta. Amavo quell&#8217;ambiente, non era ricolmo di ognicosa come succede nelle altre case, eppure era caldo e accogliente, un habitat che sentivo di poter dominare, di conoscere istintivamente alla perfezione. La luce nell&#8217;atrio era poca e le lampadine delle altre stanze, compresa quella in cui mi trovavo, tutte spente. Mi avviai verso la sala dalla quale proveniva quella musica ipnotica e quella luce tremolante come di un fuoco. Sulla parete adiacente la porta venivano riflessi i giochi di luce di una candela, le luci e le ombre che si alternavano davano movimento alla stanza, come se stesse danzando anch&#8217;essa al ritmo della musica riprodotta dallo stereo. Lei era lì di spalle all&#8217;ingresso, a gambe incrociate davanti al tavolo apparecchiato. Persino la lampada-faro era spenta e il perimetro del tappeto intervallato da candele accese, alcune tozze e basse, altre più strette e lunghe col moccolo pendente sul corpo. Era elegante e sicura nel suo ambiente e lo si percepiva. Captò subito la mia presenza sulla soglia della porta, forse a causa delle fiammelle che si mossero al mio arrivo e, senza voltarsi, esordì con un: ciao, che fai?<br />
Mi avvicinai lentamente per darle un bacio da dietro, sulla guancia. Aveva gli occhi chiusi. E non li aprì, si limitò ad accennare un sorriso monco tirando indietro la guancia destra. I suoi occhi, però, si distesero e sorrisero, colmando quella mancanza. Erano da sempre stati lo specchio della sua persona, la parte di lei alla quale non poteva sfuggire. Accarezzai sulla testa Morgana, il suo gatto nero, che nel frattempo si muoveva tra le mie gambe miagolando mestamente: il suo saluto; mi chinai per accarezzarlo con più attenzione avvicinando la mia faccia al suo naso; la luce fioca delle candele evidenziò uno dei suoi seducenti occhi felini verdi che improvvisamente sparirono nel buio della stanza.</p>
<p>Mi allungai al suo fianco, distendendo un lato del mio corpo sui cuscini e piegando l&#8217;altra gamba con il ginocchio all&#8217;insù; avvertii il calore che proveniva dal tappeto sotto il piede, in un istante tutta la tensione accumulata nella giornata svanì. Mi sentivo stanco. Chiusi gli occhi anch&#8217;io, spogliandomi della corazza difensiva che indossiamo ogni giorno, mi sentivo leggero e nudo; nessun bisogno di difese.</p>
<p>Restammo così, indipendenti, in orbite parallele e latenti per un po&#8217; fino a quando non terminò la musica. Un tempo trascorso inavvertitamente; nella stanza non c&#8217;erano orologi. Si diresse fuori dalla scena per tornare un attimo dopo con due coppette nere e lucide ricolme di cous cous e verdure. Me ne porse una, era di plastica, ancora calda. Versai del vino rosso. Lei avvicinò il naso al grosso calice per carpirne l&#8217;odore intenso, poi sorrise abbassando gli occhi e mi chiese:<br />
&#8220;Com&#8217;è questo bicchiere, mezzo vuoto o mezzo pieno?&#8221;<br />
risposi come tecnicamente il bicchiere fosse sempre pieno poiché nell&#8217;altra metà c&#8217;è sempre aria!<br />
Fece una smorfia di consenso e brindammo al suo nuovo lavoro. Sapeva essere così intensa e profonda da potersi permettere di usare le sue parole come lame taglienti se solo avesse voluto.</p>
<p>Mi spiegò come, essendo andata via la luce, aveva pensato di accendere le candele e creare l&#8217;atmosfera, ma io, pur con un sorriso, non le avevo creduto. Iniziammo a parlare dei nostri giorni e di quelli dei nostri conoscenti, io masticavo avidamente il cous cous con quel cucchiaino troppo piccolo per le mie tendenze e mandavo giù con un sorso di vino, lei invece, ricettiva e sensoriale, assaporava lentamente.<br />
Le parlai di Andrea, rimasto senza lavoro a causa di quella sua passione per il Martini bianco e del sogno imprenditoriale di Paolo concepito, a suo dire, in macchina, durante una trasferta di lavoro solitaria.<br />
Non avevo mai accettato quella routine che creiamo intorno alla nostra vita secondo la quale ci riduciamo a cercare in macchina la nostra intimità assicurando i nostri momenti di riflessione ad un viaggio; crediamo scioccamente che quello sia il momento migliore della giornata per scoprire qualcosa in più di noi, magari accompagnati dal giusto sottofondo musicale.</p>
<p>&#8220;E&#8217; così bella la semplicità&#8221; rispose. &#8220;Anche se troppo spesso viene confusa con la superficialità! Per me semplicità significa andare all&#8217;essenza delle cose ed avere conferma sulla loro utilità, capire il loro vero significato, quanto esse siano necessarie e scartarle in caso contrario. Sono convinta che ridursi al minimo in realtà significa trarre il massimo da tutto, analizzando l&#8217;intimità di se stessi, di ogni cosa. E&#8217; un atto di profonda sensibilità e interiorità.&#8221;</p>
<p>Era così. E quelle sue idee trovavano conferma ovunque nella sua vita.<br />
&#8220;Cosa vuoi che ti dica? Sei una donna difficile!&#8221; Dissi scherzando.<br />
Rise di cuore e parlammo di Giulia e del suo intervento all&#8217;anca, dopo più di un anno di visite mediche preparatorie, autotrasfusioni e cure, era riuscita a sostenere l&#8217;intervento con esito positivo e rimediare a quel difetto che sin dalla nascita le aveva condizionato così tanto l&#8217;esistenza impedendole di stare troppo tempo in piedi. Ora Giulia stava riscoprendo il piacere di fare lunghe camminate, per lei c&#8217;era sempre il sole, era dimagrita, aveva un portamento da modella. Era bella.</p>
<p>Fissai per un po&#8217; la stanza semi buia.<br />
&#8220;Eppure ci ostiniamo a chiedere: come stai? e ci ostiniamo a rispondere, tutto bene, come faceva Giulia.&#8221;</p>
<p>Interrogò i miei occhi prima di rispondere: &#8221;Sono le donne difficili, le dannate, quelle che hanno più amore da dare, quelle con l&#8217;anima vicino alla pelle, quelle che vedono la vita a colori e che la sera cenano a lume di candela, sempre, anche da sole, e spengono, notte e candele, esprimendo un desiderio che sia sempre lo stesso o che sia sempre diverso. Mentre noi, con i nostri sogni racchiusi dentro bolle di sapone dai riflessi colorati, restiamo fermi lì, ad osservarli scappare liberi nel cielo e andare via. Instancabilmente carichi di buone notti, proiettiamo la nostra bella vita sempre al domani, a quello che il giorno ci concederà e che noi ci accingeremo a vivere più o meno nolenti, più o meno volenti.&#8221;</p>
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		<title>Bologna</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 13:56:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bologna è una signora colta vestita di eleganza, che rivolge alla libertà la propria esistenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bologna è una signora colta vestita di eleganza,<br />
che rivolge alla libertà la propria esistenza.</p>
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		<title>Lo Sconto Cammina anche a Pescara</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 16:45:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Pescara]]></category>
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		<description><![CDATA[Noto con piacere che lo SCEC (Sconto Che Cammina) si sta diffondendo anche in Abruzzo grazie alla popolarità acquisita nel tempo e anche grazie ad associazioni come Terra Nostra che incentivano e promuovono questa nuova moneta alternativa. A Pescara sono una quarantina, per ora, le attività commerciali che accettano gli SCEC e lo scorso Ottobre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Noto con piacere che lo <a href="http://www.progettoscec.com/" target="_blank">SCEC</a> (<strong>Sconto Che Cammina</strong>) si sta diffondendo anche in Abruzzo grazie alla popolarità acquisita nel tempo e anche grazie ad associazioni come <a href="http://blog.libero.it/ASSOTERRANOSTRA/" target="_blank">Terra Nostra</a> che incentivano e promuovono questa nuova moneta alternativa.</p>
<p>A <a href="https://docs.google.com/fileview?id=0B4T9U4nIIkTNNGE2Mzk0NDgtNWYzMC00NzFiLThiNTUtNzViNTNkOGY5YmI2&amp;hl=it" target="_blank">Pescara</a> sono una quarantina, per ora, le attività commerciali che accettano gli SCEC e <a href="http://www.primadanoi.it/notizie/23021-Una-mozione--per-lanciare-gli-Scec-a-Pescara" target="_blank">lo scorso Ottobre</a> è stata presentata una <a href="http://docs.google.com/gview?url=http://digilander.libero.it/Terra_Nostra/Mozione_Scec_con_Protocollo.pdf" target="_blank">Mozione</a> per incentivare la creazione di un circuito commerciale locale.</p>
<p>Vi consiglio di <a href="http://www.scecservice.org/pagineauree.php?isola=1" target="_blank">verificare</a> se nella vostra regione è presente un&#8217;isola della rete in cui poter usufruire degli sconti che camminano, se invece volete sapere di cosa si tratta vi propongo il video esplicativo.</p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/icRQAkHUpFo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" width="780" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/icRQAkHUpFo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="FlashVars" value="playerMode=embedded" /></object></p>
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		<title>Il progetto dell&#8217;anima</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 18:38:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando riusciamo ad individuare il progetto della nostra anima, ogni ostacolo ci sembra superabile e viviamo con entusiasmo e piacere. Mente, cuore e corpo sussistono allora in perfetta armonia e ogni possibilità di malattia si annulla. Per comprendere qual&#8217;è il nostro stato di salute possiamo di fatto fare subito un piccolo test. Chiediamoci quanto siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Quando riusciamo ad individuare il <strong>progetto della nostra anima</strong>, ogni ostacolo ci sembra superabile e viviamo con entusiasmo e piacere. Mente, cuore e corpo sussistono allora in perfetta armonia e ogni possibilità di malattia si annulla. Per comprendere qual&#8217;è il nostro stato di salute possiamo di fatto fare subito un piccolo test. Chiediamoci quanto siamo felici, visto che la buona salute è la conseguenza della realizzazione di ciò che siamo&#8230; e se siamo felici, sappiamo che stiamo realizzando davvero il nostro progetto. E&#8217; una sorta di prova del nove dell&#8217;interiorità: la felicità e la soddisfazione sono due indici sostanziali nel comprendere cosa la nostra anima vuole per noi e nella vita dovremmo dedicarci solo a quello che ci fa sentire veramente bene.</p>
<p>Stiamo quindi attenti a non farci deviare da falsi miti della nostra società: <strong>grandiosità e sacrificio</strong>. Il progetto dell&#8217;anima infatti non deve necessariamente essere rivolto a mete ambiziose, anzi si caratterizza per la sua essenzialità. In natura, se ci pensiamo, anche le strutture più complesse si riconducono ad un&#8217;unità semplice, un modulo che costituisce la base&#8230; [...]</p>
<p>Nel momento in cui diventiamo coscienti del nostro valore, non ci spingiamo più alla ricerca spasmodica di consensi. Piuttosto riusciamo a dedicarci agli altri per favorire la loro realizzazione e, attraverso la loro crescita, continuare ad evolvere..</p></blockquote>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #888888; font-size: 10px;">Fusco, Z. (2008) Il progetto dell&#8217;anima &#8211; Consigli per rinascere vivendo. <em>Totem</em> 1(3), p.43.</span></p>
<p style="text-align: left;">P.S. Giovedì 24 Settembre 2009 alle 18, in occasione della presentazione del libro di <a href="http://www.centroavalon.it/zuleikafusco.html" target="_blank">Zuleika Fusco</a>, sarò presso le Librerie.coop di <a href="http://maps.google.it/maps?source=embed&amp;hl=it&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=104482055091606894756.000451317225bb2534d05&amp;ll=42.415774,14.169059&amp;spn=0.010313,0.019011&amp;t=h&amp;z=16" target="_blank">Ipercoop-Centro d&#8217;Abruzzo</a> per conoscere la scrittrice di persona, se siete interessati fatemi sapere..</p>
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		<title>Mélo</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 21:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Omni]]></category>
		<category><![CDATA[Bandabardò]]></category>
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		<description><![CDATA[Le lingue mi hanno da sempre attratto, il fatto di poter comunicare con persone diverse di paesi differenti, un modo per abbattere i confini. Ascoltando il mio istinto sono sempre stato attratto dalla sinteticità dell&#8217;inglese: I have a Dream.. Ascoltando la mia parte rivoluzionaria, invece, dalla sensuale forza dello spagnolo: Hasta la Victoria siempre! Da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le lingue mi hanno da sempre attratto, il fatto di poter comunicare con persone diverse di paesi differenti, un modo per abbattere i confini.</p>
<p>Ascoltando il mio <strong>istinto</strong> sono sempre stato attratto dalla <em>sinteticità</em> dell&#8217;inglese: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_have_a_dream" target="_blank">I have a Dream..</a></p>
<p>Ascoltando la mia parte <strong>rivoluzionaria</strong>, invece, dalla <em>sensuale forza</em> dello spagnolo: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Che_Guevara" target="_blank">Hasta la Victoria siempre!</a></p>
<p>Da poco, ho scoperto di avere anche una parte <strong>romantica</strong> e che perdipiù parla francese:</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.bandabardo.it/discografia/iniziali-bi-bi.html#melo" target="_blank">[Bandabardò - Mélo]</a></p>
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		<title>Il caffè sospeso</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 12:38:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono capitato per sbaglio su di un articolo che parlava di caffè. Questo segmento è uno dei più importanti nell&#8217;intero settore di cibi e bevande del nostro paese, con numeri da capogiro: leggendo qua e là nel web sono venuti fuori qualcosa come 2 miliardi di euro di fatturato; 250 mila tonnellate di caffè torrefatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono capitato per sbaglio su di un articolo che parlava di caffè. Questo segmento è uno dei più importanti nell&#8217;intero settore di cibi e bevande del nostro paese, con numeri da capogiro: leggendo qua e là nel web sono venuti fuori qualcosa come 2 miliardi di euro di fatturato; 250 mila tonnellate di caffè torrefatto venduto all&#8217;estero; 1 milione e 800 mila sacchi di caffè verde esportati; 40 milioni di consumatori assidui per un totale di circa 43 miliardi di tazzine all&#8217;anno! Insomma un mercato che non conosce crisi a livello internazionale e soprattutto in Italia la quale importa il prodotto grezzo per poi raffinarlo da paesi per la maggior parte sottosviluppati quali Brasile, Vietnam, India, Colombia e Indonesia a prezzi bassissimi e con un ricarico molto elevato. Il fenomeno oramai in voga e in costante aumento è quello del caffè in cialde o capsule che può costare fino a quattro volte il prezzo al Kg di un normale pacchetto di caffè in vendita in tutti i supermercati ma soprattutto porta diverse problematiche l&#8217;aspetto <a href="http://www.swissinfo.ch/ita/economia/Per_un_caffe_verde.html?siteSect=161&amp;sid=8682050&amp;cKey=1202733967000&amp;ty=st" target="_blank">legato allo smaltimento</a> delle stesse. Semplici e puliti, questi sistemi hanno però anche un impatto ambientale, infatti le cialde che ogni anno finiscono nella spazzatura si contano già in miliardi e non sempre sono eco-compatibili o perlomeno riciclabili, proprio per questo molte sono le associazioni e le organizzazioni che tengono sotto osservazione questo sviluppo..</p>
<p>E mentre il terzo mondo viene sempre più sottopagato e le cialde contribuiscono nel loro piccolo all&#8217;intossicazione dei nostri terreni, nascono i <a href="http://www.unicaffe.it/wps/wcm/connect/it/udc-illy/" target="_blank">sommelier del caffè</a> i quali educano alla degustazione e al suo consumo&#8230;</p>
<p>Tanto per rimanere in tema, concludo con una nota di poesia che prendo in prestito al mio caro amato <a title="aNobii" href="http://www.anobii.com/books/Il_caff%C3%A8_sospeso/9788804577744/01de41ac7a899d48f6/" target="_blank">De Crescenzo</a>:</p>
<blockquote><p>A Napoli una volta, c&#8217;era una bella abitudine: quando una persona stava su di giri e prendeva un caffè al bar, invece di uno ne pagava due. Il secondo lo riservava al cliente che veniva subito dopo. Detto con altre parole, era un caffè offerto all&#8217;umanità. Poi, di tanto in tanto, c&#8217;era qualcuno che si affacciava alla porta del bar e chiedeva se c&#8217;era un &#8220;sospeso&#8221;. Tutto questo era dovuto al fatto che erano più i clienti poveri che quelli ricchi. Oggi purtroppo non solo non esiste più chi paga un &#8220;sospeso&#8221; ma nemmeno chi è disposto ad accettarlo. Un giorno ho conosciuto un brav&#8217;uomo, bisognoso di fare amicizie, che di &#8220;sospesi&#8221; ne pagava addirittura cinque.</p></blockquote>
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		<title>Miglior Blog Tecnico &#8211; Diamo inizio alle danze</title>
		<link>http://www.paolobarbarossa.com/2008/12/08/miglior-blog-tecnico-diamo-inizio-alle-danze/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 11:32:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carissimi, ne hanno già parlato in molti, questo è il mio piccolo contributo a sostegno della bellissima iniziativa dell&#8217;amico Cristiano: Milgior Blog Tecnico è una competizione tra blog italiani appassionati di tecnologia, informatica &#38; web, dedicato a chi cura il proprio spazio web, sia esso di uno o più autori. Per partecipare occorrono: almeno sei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left; margin-right: 20px;" src="http://www.migliorblogtecnico.net/wp-content/themes/star-blog/images/logo.png" alt="" width="210" height="110" />Carissimi, ne hanno già parlato in molti, questo è il mio piccolo contributo a sostegno della bellissima iniziativa dell&#8217;amico <a href="http://www.cristianofino.net/" target="_blank">Cristiano</a>:</p>
<p><a href="http://www.migliorblogtecnico.net/" target="_blank">Milgior Blog Tecnico</a> è una competizione tra blog italiani appassionati di tecnologia, informatica &amp; web, dedicato a chi cura il proprio spazio web, sia esso di uno o più autori.</p>
<p>Per partecipare occorrono:</p>
<ul>
<li>almeno sei mesi di permanenza sul web con un minimo di dieci articoli pubblicati;</li>
<li>redazione degli articoli in un italiano corretto e comprensibile;</li>
<li>contenuti originali ed autentici: non una mera rielaborazione di quanto già proposto altrove, ne traduzioni dall&#8217;inglese;</li>
<li>commenti non moderati.</li>
</ul>
<p>Le iscrizioni al concorso sono aperte da <strong>oggi sino al 29/12/2008, </strong>sul <a href="http://www.migliorblogtecnico.net/iscrizione/" target="_blank">sito dedicato</a> trovate tutti i dettagli.</p>
<p>Controllate se avete i <a href="http://www.migliorblogtecnico.net/regolamento/" target="_blank">requisiti necessari</a> dopodichè fatevi avanti&#8230;.</p>
<p>I miei personalissimi auguri e complimenti vanno a Cristiano per l&#8217;originalità dell&#8217;iniziativa e per la sua estrema professionalità nel campo, sono sicuro che questi Award riscontreranno un più che meritato successo nella blogosfera.</p>
<p>Stay Tuned!</p>
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		<title>Buon Compleanno Jhuma</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 16:09:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Omni]]></category>
		<category><![CDATA[adozione a distanza]]></category>
		<category><![CDATA[Rishilpi]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni ho avuto modo di conoscere e parlare con persone facenti parte della Onlus Rishilpi Development Project, con sede a Pinerolo, nel Torinese, ma operante in Bangladesh. Una associazione non lucrativa che ha lo scopo di aiutare con piani di recupero e sviluppo le popolazioni appartenenti a vari villaggi rurali in una zona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni ho avuto modo di conoscere e parlare con persone facenti parte della Onlus <a title="Rishilpi" href="http://www.rishilpi.org/home.htm" target="_blank">Rishilpi Development Project</a>, con sede a Pinerolo, nel Torinese, ma operante in Bangladesh. Una associazione non lucrativa che ha lo scopo di aiutare con piani di recupero e sviluppo le popolazioni appartenenti a vari villaggi rurali in una zona a sud del Bangladesh, al confine con l&#8217;India.</p>
<p>Ho così aderito all&#8217; Education Support Program, versando una quota di beneficenza e garantendo l&#8217;istruzione e il sostentamento per un anno ad una bimba bangladese di 10 anni!</p>
<p>Jhuma, questo il suo nome, rimasta senza alcuna persona che potesse garantirle un futuro è stata affidata alla Rishilpi, io ho semplicemente provveduto ad assicurarle tutto ciò di cui ha bisogno e l&#8217;ho fatto nel giorno del suo compleanno, lo scorso 22 Novembre.</p>
<p>Jhuma è una bimba bellissima dalla pelle dorata, con occhi vispi e capelli corti e scuri, non so se riuscirò mai a vederla dal vivo ma di sicuro mi sono sentito più realizzato e più &#8220;pieno&#8221; nell&#8217;aver potuto contribuire alla sua formazione e crescita!</p>
<p>Se anche voi volete adottare un bambino a distanza, sul sito internet della Rishilipi trovate <a title="Rishilpi" href="http://www.rishilpi.org/progetti/adozioni.htm" target="_blank">tutte le informazioni</a> di cui necessitate. Credo sia un bel gesto anche in occasione dell&#8217;imminente Natale!</p>
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		<title>La legge del figurante</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 20:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Omni]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Raccomandazioni]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[[...] premessa [...] La cosa mi porta a riflettere: io (e questo io non è riferito a me) che sono ingegnere e come tale uso l&#8217;ingegno, cercherei di far valere la mia posizione nei confronti dell&#8217;azienda piuttosto che trovare raggiri di questo genere. Tra le cose più importanti che un professionista deve avere è richiesto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[...] premessa [...]<br />
La cosa mi porta a riflettere: io (e questo io non è riferito a me) che sono ingegnere e come tale uso l&#8217;ingegno, cercherei di far valere la mia posizione nei confronti dell&#8217;azienda piuttosto che trovare raggiri di questo genere. Tra le cose più importanti che un professionista deve avere è richiesto il problem solving, ora se vengono tolti gli strumenti per dirigersi verso questa direzione si perde un po&#8217; il senso del mero lavoro di tecnico quale un ingegnere deve anche essere, voglio dire che riesco ad immedesimarmi perfettamente nei panni dell&#8217;azienda che limita i propri dipendenti in tale senso, almeno fino a quando ci sarà una realtà come quella attuale italiana basata sull&#8217;aspetto e sul titolo ché se poi vado a stringere si riduce in social network e degradazioni di chat, ma ad un professionista è richiesta soprattutto serietà che molto spesso, come noto, non offre.</p>
<p>Io penso che il titolo sia secondario, non lo ostento e non lo pretendo e tanto meno l&#8217;aspetto importa eccessivamente, basta rientrare nei canoni di decenza, ma <strong>DATEMI</strong> gli strumenti necessari di cui necessito per dimostrare veramente quanto valga.</p>
<p>E ora una domanda. Come vedete il fatto di privare internet nel posto di lavoro dopo le premesse fatte?</p>
<p>Ah, un&#8217;altra cosa: in Italia, l&#8217;abito FA il monaco, siete d&#8217;accordo?</p>
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		<title>Centro Oli di Ortona: Buone notizie!</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 09:05:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Omni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Oli Ortona]]></category>
		<category><![CDATA[Ortona]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; dello scorso martedì la notizia che il consiglio regionale d&#8217;Abruzzo ha decretato lo stop al famigerato Centro Oli di Ortona di cui vi parlai tempo fa. La legge regionale del 4 Marzo 2008, che blocca le autorizzazioni alle industrie petrolifere per l&#8217;avvio di estrazioni, è stata prorogata fino al Dicembre del 2009. Ancora un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; dello scorso martedì <a title="PrimaDaNoi.it" href="http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=17025" target="_blank">la notizia</a> che il consiglio regionale d&#8217;Abruzzo ha decretato lo <strong>stop</strong> al famigerato <strong>Centro Oli di Ortona</strong> di cui <a title="PaoloBarbarossa.com" href="http://www.paolobarbarossa.com/2008/06/24/centro-oli-di-ortona/" target="_blank">vi parlai tempo fa</a>. La legge regionale del 4 Marzo 2008, che blocca le autorizzazioni alle industrie petrolifere per l&#8217;avvio di estrazioni, è stata prorogata fino al Dicembre del 2009.</p>
<p>Ancora un piccolo passo verso il mantenimento di un Abruzzo più sano e ancora più verde.</p>
<p>Questa è una bella info!</p>
]]></content:encoded>
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