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La Farfalla Nera

C’era una farfalla nera su in montagna mentre camminavamo. Era nera ed era bellissima. Ferma sul ramo di un alberello, sarà stata una rosa canina o un arbusto qualsiasi, era lì, la farfalla nera, ferma, con le ali chiuse che combaciavano perfettamente l’un l’altra e ne sembravano una sola attaccata al corpo. Che bella – abbiamo detto tutti – guardala, è tutta nera, una farfalla così non si vede tutti i giorni. Lo abbiamo detto e, quasi come se avesse sentito le nostre parole, ha aperto poi le sue ali, ma senza volare via, giusto per darsi una sgranchita, per mettersi in mostra forse, per farsi vedere con quel suo tono leggero ed elegante. Così facendo ci ha mostrato il dorso, stupendo, delle sue ali aperte che da un lato erano tutte nere e dall’altro rosse, vive, con delle sfumature di un blu acceso che sembravano rafforzare ancora di più quel singolare contrasto. Ci ha fatto quel regalo, la farfalla nera che nera non era, rivelandoci quel suo lato rosso e vivo, nascosto e squisito del suo essere, mentre passeggiavamo in montagna in un giorno d’estate.

Un consiglio

« Sentivo la mia terra
vibrare di suoni, era il mio cuore. »
(Fabrizio De André, Il Suonatore Jones)

Lo sanno tutti, nel gruppo musicale tutto parte dal batterista, che detta il tempo al bassista, che a sua volta compone la base melodica al chitarrista e così via. Non è una regola generale ma in linea di massima è così, ognuno ha un suo riferimento così come ogni persona ha un batterista che scandisce il ritmo della propria esistenza, il cuore.

La velocità del cuore è dettata da una parte di noi che apparentemente non sembra esserci ma che in realtà è presente e domina sulla nostra persona, come se noi fossimo solo la punta dell’iceberg mentre tutta la polpa è lì, sotto l’acqua, che si nasconde.

Poiché ogni persona ha un ritmo nel fare le cose che è in sintonia con il proprio cuore e con la velocità di quest’ultimo, sono sempre più convinto che questo batterista sia il segreto di tutto. Ascoltare e rallentare il suo ritmo incalzante, vivere con lentezza, con passione, sensibilità e profondità sono gli spunti principali che ho tratto da questa brutta crisi che ci avvolge, perchè crisi significa opportunità e perché vivere secondo queste regole serve ad ingannare il tempo e a farci vivere meglio ma, soprattutto, con un atteggiamento che vado mano a mano scoprendo e che è quello della consapevolezza. Essere consapevoli dei propri bisogni, delle proprie azioni e delle proprie potenzialità. La meta della consapevolezza passa attraverso un percorso articolato segnato da moltissime tappe la prima delle quali credo sia soprattutto il cuore e quel batterista che lo governa.

Il consiglio che sempre più spesso mi do in questi giorni è: Ascolta il tuo battito, lascia tutto e seguiti! Non si può riassumere meglio di così. Ascolta il battito del tuo cuore e vedi cosa ha da dirti. Solo quando sarai in grado di farlo avrai la consapevolezza e la forza per lasciare tutto il superfluo e seguire finalmente il progetto della tua anima.

Democrazia

Che gran fregatura! E’ che il paradosso è insito in se stessa, infatti, se la maggioranza delle persone desiderasse un governo antidemocratico, la democrazia cesserebbe di esistere. Tuttavia se si opponesse cesserebbe di essere democrazia in quanto andrebbe contro alla volontà della maggioranza. Un esempio di questo tipo è quello di un Paese con una forte maggioranza di una religione nel quale un partito porta i leader religiosi al potere, disconosce la laicità dello Stato, e desidera instaurare una teocrazia; oppure di un orientamento politico che rifiuta la Costituzione e di indire nuove elezioni democratiche.