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	<title>Paolo Barbarossa &#187; Riflessioni</title>
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		<title>Coerenze Storiche</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 15:03:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Bee</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Capo dello Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Elsa Morante]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il capo del Governo si  macchiò  ripetutamente durante la sua carriera di delitti che,  al cospetto di un  popolo onesto, gli avrebbero meritato la  condanna, la vergogna e la  privazione di ogni autorità di governo.  Perché il popolo tollerò e  addirittura applaudì questi crimini?  Una parte per insensibilità  morale, una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il capo del Governo si  macchiò  ripetutamente durante la sua carriera di delitti che,  al cospetto di un  popolo onesto, gli avrebbero meritato la  condanna, la vergogna e la  privazione di ogni autorità di governo.  Perché il popolo tollerò e  addirittura applaudì questi crimini?  Una parte per insensibilità  morale, una parte per astuzia, una  parte per interesse e tornaconto  personale. La maggioranza si  rendeva naturalmente conto delle sue  attività criminali, ma  preferiva dare il suo voto al forte piuttosto  che al giusto.  Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il  dovere e  il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere,  sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre,  grossolano, di  eloquenza volgare ma di facile effetto, è un  perfetto esemplare dei  suoi contemporanei. Presso un popolo  onesto, sarebbe stato tutt&#8217;al più  il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po&#8217;  ridicolo per le sue maniere, i  suoi atteggiamenti, le sue manie di  grandezza, offensivo per il  buon senso della gente e causa del suo  stile enfatico e  impudico. In Italia è diventato il capo del governo.  Ed è  difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore   della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza  credere  in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre  di  famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che  disprezza, si  circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di  profittatori; mimo  abile, e tale da fare effetto su un pubblico  volgare, ma, come ogni  mimo, senza un proprio carattere, si  immagina sempre di essere il  personaggio che vuole  rappresentare.</p></blockquote>
<p>Qualunque cosa voi abbiate pensato, qualsiasi riferimento mentale voi abbiate fatto, con queste parole, nel 1945, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elsa_Morante" target="_blank">Elsa Morante</a> si accostava a descrivere la figura di Benito Mussolini.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Elsa Morante</em>, <strong>Opere</strong>, vol. I, Mondadori  (Meridiani), Milano 1988, L-LII</p>
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		<title>Il mio secolo non mi fa paura</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 15:29:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Bee</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Vita Quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il mio secolo non mi fa paura,
il mio secolo pieno di miserie e di crudeltà
il mio secolo coraggioso e eroico.
Non dirò mai che sono vissuto troppo presto
o troppo tardi.
Sono fiero di essere qui, con voi.
Amo il mio secolo che muore e rinasce
un secolo i cui ultimi giorni saranno belli:
il mio secolo splenderà un giorno
come i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/sisapo/1508550616/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-452  alignnone" style="border: 3px solid #000000;" title="sunshine" src="http://www.paolobarbarossa.com/wp-content/uploads/2009/12/1508550616_73b8d26a93_b.jpg" alt="Sunshine" width="675" height="266" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Il mio secolo non mi fa paura,<br />
il mio secolo pieno di miserie e di crudeltà<br />
il mio secolo coraggioso e eroico.<br />
Non dirò mai che sono vissuto troppo presto<br />
o troppo tardi.<br />
Sono fiero di essere qui, con voi.<br />
Amo il mio secolo che muore e rinasce<br />
un secolo i cui ultimi giorni saranno belli:<br />
il mio secolo splenderà un giorno<br />
come i tuoi occhi.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Nazim Hikmet</em></p>
<p style="text-align: left;">Buona Fine e Buon Inizio!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giudizi Universali</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 18:16:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Bee</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Vita Quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
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		<category><![CDATA[pregiudizi]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi leggevo la cronaca e mi chiedevo quando finiranno questi sentimenti bestiali che mettono l&#8217;uomo contro l&#8217;uomo..
Mi chiedevo: tornerà mai il senno tra quegli stolti che cercano soddisfazione dei torti subiti assaltando un ragazzo gay?
Quando capiranno che esistono soltanto gli uomini e non gli albanesi, i marocchini, gli zingari, i rumeni, i musulmani, i clandestini, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi <a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/gay-aggrediti/firenze-picchiato/firenze-picchiato.html" target="_blank">leggevo la cronaca</a> e mi chiedevo quando finiranno questi sentimenti bestiali che mettono l&#8217;uomo contro l&#8217;uomo..</p>
<p>Mi chiedevo: tornerà mai il senno tra quegli stolti che cercano soddisfazione dei torti subiti assaltando un ragazzo gay?</p>
<p>Quando capiranno che esistono soltanto gli uomini e non gli albanesi, i marocchini, gli zingari, i rumeni, i musulmani, i clandestini, i terroristi, gli omosessuali.</p>
<p>Quando le coscienze verranno ripulite da tutte quelle distinzioni su base etnica e religiosa che non fanno altro che allontanarci dalla nostra essenza ultima: essere uomo insieme agli altri, in questo mondo.</p>
<p>Quando?</p>
<p>Quand&#8217;è che le persone acquisiranno una conoscenza tale da sviluppare la sensibilità necessaria ad accogliere &#8220;il diverso&#8221;, l&#8217;oppresso, quando avremo una civiltà tra noi e smetteremo di comportarci come animali?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Decidilo Tu &#8211; Coraggio all&#8217;Abruzzo</title>
		<link>http://www.paolobarbarossa.com/2009/07/05/decidilo-tu-coraggio-allabruzzo/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 14:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Bee</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Vita Quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[canzoni]]></category>
		<category><![CDATA[Decidilo Tu]]></category>
		<category><![CDATA[L'Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[Terremoto]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciò che c&#8217;è dietro la parola Terremoto è qualcosa che non si può descrivere in due righe, come un senso mistico che si appiccica alla parola quasi quanto il cemento alla sabbia a diventare una cosa unica, solida, ferma nella mente.
Per un abruzzese dire terremoto significa toccarlo nel profondo.
Sono passati oramai tre mesi, ma non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciò che c&#8217;è dietro la parola Terremoto è qualcosa che non si può descrivere in due righe, come un senso mistico che si appiccica alla parola quasi quanto il cemento alla sabbia a diventare una cosa unica, solida, ferma nella mente.</p>
<p>Per un abruzzese dire terremoto significa toccarlo nel profondo.</p>
<p>Sono passati oramai tre mesi, ma non sono mai riuscito a scrivere al riguardo, inevitabilmente ogni volta mi trovavo a cancellare ed abbandonare la bozza. E&#8217; difficile descrivere cosa si prova nell&#8217;avvertire quel senso di nausea che colpisce durante il riflesso dei movimenti sismici che arrivano sulla costa e pensare allo stesso tempo a quelle persone che sono lì, vicino l&#8217;epicentro.</p>
<p>&#8220;Stanotte è tornato&#8221;, dicono, quasi lo trattassero come un essere a se stante, una creatura vivente..</p>
<p>Si parla di L&#8217;Aquila.. e si parla di G8, per  <em>mantenere l&#8217;attenzione sulla problematica</em>.. dicono.. ma in fin dei conti nessuno tranne noi parla con chi il terremoto lo porta ancora dentro, con chi si è sistemato in dimore di fortuna, in case di amici sulla costa e che non ha ancora visto quel misero salario, quei cento euro mensili che qualcuno ha promesso a coloro per i quali lo stato non avesse dovuto fornire accoglienza, <em>perchè i fondi ci sono, l&#8217;Italia non ha bisogno di aiuti esterni</em>. Nessuno dice che B. ora vive a Pescara e per iscrivere sua figlia ad un asilo nido in città si è dovuta recare 3 volte a L&#8217;Aquila a spese proprie per un nulla osta che le permettesse un&#8217;iscrizione all&#8217;infuori della provincia colpita dal terremoto.</p>
<p>Queste sono le &#8220;semplificazioni&#8221;, questa è <a href="http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=21394" target="_blank">l&#8217;atmosfera fantastica</a> che  qualcuno, ma non noi, percepisce nelle tendopoli offendendo quella povera gente.</p>
<p style="text-align: center;"><object width="690" height="344" data="http://www.youtube.com/v/CkeW-p9RpKg&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/CkeW-p9RpKg&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>Il Cubo di Rubik</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 13:27:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Bee</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è qualcosa di magico nell&#8217;acqua che scorre, qualcosa di semplice e misterioso, la potenza degli elementi e la fragilità degli uomini che in questa acqua ora calma, ora invece torbida, sembrano proiettare le loro angosce, le loro droghe. Così mi guardo intorno, umido,  e penso che quest&#8217;acqua laverà via tutto e non mi troverò più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è qualcosa di magico nell&#8217;acqua che scorre, qualcosa di semplice e misterioso, la potenza degli elementi e la fragilità degli uomini che in questa acqua ora calma, ora invece torbida, sembrano proiettare le loro angosce, le loro droghe. Così mi guardo intorno, umido,  e penso che quest&#8217;acqua laverà via tutto e non mi troverò più in un locale a guardare ragazzine che tentano approcci, respingere le loro richieste la loro voglia di comunicare con schemi diversi dal mio, come un cubo, con i suoi spigoli, le sue facce, che fanno rimbalzare le tante palline degli stimoli esterni.<br />
Non mi troverò più in una città a guardare persone che osannano i loro Dei mentre si prendono gioco di loro, respingere i loro discorsi semplicistici, superficiali, di costante vittoria in una reale, perenne e imperterrita sconfitta. Una vittoria nella sconfitta.<br />
Mi troverò, forse, di nuovo in un sala, calda, accogliente, dai drappi rossi e le finiture in legno, con una musica avvolgente, rilassante, di fiati e corde che vibrano assieme, coordinati in una bolla che si distacca un po&#8217; dal mondo nella loro diversità, e in quella bolla, al centro, il particolare, la differenza tra le differenze. Un solo, unico strumento al centro che si erge visibile e diffonde note come gocce nell&#8217;aria.</p>
<p>Affidando i miei pensieri a quella stessa acqua che scorre ho capito che:</p>
<p>-Determinati tipi di lavoro, situazioni, forzature, posso &#8220;spegnere&#8221; le persone, ridurre i loro progetti, i loro ideali, atrofizzare il proprio pensiero e modellare burattini.</p>
<p>-Il Cubo di Rubik è un oggetto complesso, spigoloso, incomprensibile perché ha tante facce mischiate insieme, perché sono tante persone che confluiscono in una sola, perché bisogna capire la chiave, il metodo, per rivelare i suoi tanti colori in modo chiaro, visibile, per mettere a fuoco, evidenziare e distinguere ogni lato.</p>
<p>-Se il &#8220;nemico&#8221; non puoi evitarlo, allora combattilo in modo determinato con gli strumenti che hai a disposizione!</p>
<p>-Devo scrivere perché senno sclero!</p>
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		<title>Harry Potter e derivati</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 16:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Bee</dc:creator>
				<category><![CDATA[Geek Technology]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Harry Potter]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Rodari]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri ho passato una mattinata in libreria dopo tanto tempo, l’ho girata in lungo e in largo ma la cosa che per prima mi è saltata agli occhi è stata l’enorme mole di letteratura riguardante il genere fantasy e più genericamente libri per ragazzi. Interi scaffali riempiti e ricoperti di trilogie, quadrilogie, pentalogie, eventi, rivelazioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ho passato una mattinata in libreria dopo tanto tempo, l’ho girata in lungo e in largo ma la cosa che per prima mi è saltata agli occhi è stata l’enorme mole di letteratura riguardante il genere fantasy e più genericamente libri per ragazzi. Interi scaffali riempiti e ricoperti di trilogie, quadrilogie, pentalogie, eventi, rivelazioni, saghe, apparizioni, miracoli, cronache di non so che… mi chiedevo, e riflettendo mi chiedo ancora, se si tratti di una gigantesca esplosione di business che ha investito in una sorta di reazione a catena l’intero settore della letteratura per l’infanzia o magari le abitudini di lettura dei ragazzini siano davvero cambiate a tal punto.</p>
<p>In quest’ultimo caso la cosa mi farebbe davvero molto piacere anche se si rischierebbe di perdere di vista una prospettiva più sottile, legata a quel “calderone” nel quale confluiscono senza distinzione prodotti buoni e testi mediocri.. Anche confrontandomi con il commesso della libreria la cosa è venuta fuori poiché in tutto quel mare magnum di nuovi fantasy non tutto è ben fatto ed è richiesto necessariamente il coinvolgimento di un adulto nella “costruzione” di un giovane lettore che, stando alle sue parole, è un bene abbastanza raro da trovare!</p>
<p>In un paese in cui gli adulti leggono poco e ascoltano fin troppo i mezzi veicolati non mi sorprende che sia così .. basterebbe far capire che un libro può essere considerato un ottimo compagno di strada, la mia insegnante alle medie fece qualcosa di simile prestandomi e facendomi leggere un raccontino di Rodari che non mi entusiasmò particolarmente ma che lessi senza grandi fatiche, poi, a libro ultimato, me lo donò, lo aprì alla prima pagina e ci scrisse sopra di spieco e frettolosamente:</p>
<p><em>A Paolo, perché si ricordi che la lettura nella vita è sempre la “scappatoia per la felicità”.</em></p>
<p>lì per lì lo accettai senza grandi entusiasmi, chiedendomi fra me e me il motivo del suo gesto visto che quel libro non mi aveva preso in modo così avvincente.. a distanza di anni però, ancora oggi di tanto in tanto apro quel libricino stropicciato per leggere quella sua dedica e ringraziarla così in questo modo!</p>
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		<title>In un giorno di pioggia</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 17:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Bee</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo è uno di quei giorni, un giorno di pioggia, in cui la curiosità mi seduce e mi tiene sveglio, vigile..la testa lo stomaco il cuore, pulsano battono girano..gli occhi davanti alla luce astratta e chiara del monitor bruciano un po&#8217;, intorno come foschia, come nebbia, aria densa che affatica il respiro ma la testa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è uno di quei giorni, un giorno di pioggia, in cui la curiosità mi seduce e mi tiene sveglio, vigile..la testa lo stomaco il cuore, pulsano battono girano..gli occhi davanti alla luce astratta e chiara del monitor bruciano un po&#8217;, intorno come foschia, come nebbia, aria densa che affatica il respiro ma la testa formula quesiti, esige risposte, crea interrogativi, pretende ragionamenti..il cuore sogna, fa casino come tante urla rintanate in quattro mura solide a tenuta stagna, ogni tanto mi fa fare qualche cazzata che la mente non sa come giustificare&#8230; e va bene così&#8230;.</p>
<p>Mi chiedo quanto negli ultimi anni abbia seguito i segnali che l&#8217;universo, o chi per lui, mi inviava&#8230;le intuizioni, le lingue da imparare, rassegnarsi al fatto di quanto sia sempre più difficile capire le persone. Mi piace la vita che faccio, o forse no, amo cambiare, e dietro quella maschera di instabilità e di indecisione c&#8217;è la mia essenza che col tempo si rivela a chi è pronto a ricevere. Fuori la complessità aumenta&#8230;dentro la chiarezza cresce, quotidianamente. Rido, sorrido, mi incazzo, mi irrito, ho paura, piango&#8230;e tutto questo mi piace. Questo spettro di emozioni che è la mia essenza richiede solo di essere lasciata libera..anzi non chiede, esige. E mi concedo molto volentieri alle mie emozioni e le assaporo, come in un rito orgiastico. Tra qualche settimana si aggiungerà un altro anno alla collezione ..26 &#8230; e rivedo vecchie foto e penso come quell&#8217;anima si sia evoluta e a tradirla restino solo i miei occhi!</p>
<p>Penso e rifletto e rido di me anche, della mia capacità di &#8220;vivere&#8221; senza Tv, non l&#8217;accendevo da più di un mese&#8230;e la fissavo oggi, ma era spenta e mi prendevo per scemo: seduto in poltrona con davanti una televisione spenta è una scena un po&#8217; buffa e la voglia di accenderla non mi sfiorava neanche, pensavo che se avessi premuto il tasto &#8220;On&#8221;, se l&#8217;avessi schiacciato io, sarebbe scoppiata.. il mio odio verso l&#8217;informazione/disinformazione dei media italiani potrebbe fare ciò?? Far uscire fuori un denso fumo grigio dal televisore solo perché ho tentato di accenderlo?! Molto improbabile, ma mi piace un casino pensarlo!</p>
<p>E in un giorno di pioggia come questo in cui mille pensieri vagano nell&#8217;etere nulla è lasciato al caso, dall&#8217;io interiore e più profondo fin su nell&#8217;alto del fumo di un tubo catodico bruciato e, diciamocela tutta, si pensa anche a &#8220;lei&#8221; (persona o stato mentale che sia) e ci si chiede: saremo di nuovo vicini..??</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Regressione</title>
		<link>http://www.paolobarbarossa.com/2008/10/30/regressione/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 10:01:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Bee</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Vita Quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[iTouch]]></category>
		<category><![CDATA[legge 133]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>

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		<description><![CDATA[A una settimana circa dalla laurea succede che:
1) Il disegno di legge del ministro Gelmini è diventato legge.
2) Vorrei sapere perchè la mia Università non ha partecipato alle manifestazioni nazionali, o per lo meno in maniera massiccia;
3) Vorrei porgere una domanda agli studenti che dicono: &#8220;mi tolgono del diritto allo studio occupando la mia Università, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A una settimana circa dalla <a href="http://www.paolobarbarossa.com/2008/10/24/21-ottobre-2008/" target="_blank">laurea</a> succede che:</p>
<p><strong>1)</strong> Il disegno di legge del ministro Gelmini è <a href="http://news.google.it/news?q=legge+gelmini&amp;sourceid=navclient-ff&amp;ie=UTF-8&amp;rlz=1B3GGGL_itIT254IT255&amp;um=1&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;oi=news_group&amp;resnum=1&amp;ct=title" target="_blank">diventato legge</a>.</p>
<p><strong>2)</strong> Vorrei sapere perchè la <a href="http://www.univpm.it/Entra/Engine/RAServePG.php" target="_blank">mia Università</a> non ha partecipato alle manifestazioni nazionali, o per lo meno in maniera massiccia;</p>
<p><strong>3)</strong> Vorrei porgere una domanda agli studenti che dicono: <em>&#8220;mi tolgono del diritto allo studio occupando la mia Università, io voglio fare lezione&#8221;</em>, si, mi sembra giusto, perchè in fondo il governo attuale con la <strong>legge 133</strong> non priva del diritto allo studio..  no no, è vero..</p>
<p>ah, per correttezza, gli studenti sopra citati, vorrei metterli a conoscenza che i Prof. universitari hanno da tempo iniziato a svolgere le proprie lezioni all&#8217;aperto, fuori dalle aule, nelle piazze di mezza Italia, così ora che anche il vostro diritto allo studio è stato fatto tacere, vorrei sapere a cosa vi &#8220;attaccherete&#8221; per la contromossa..</p>
<p><strong>4)</strong> A causa dei punti 1), 2) e 3) il 14 Novembre sarò a Roma, per partecipare allo <a href="http://news.google.it/news?hl=it&amp;rlz=1B3GGGL_itIT254IT255&amp;q=sciopero+nazionale+scuola&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;sa=X&amp;oi=news_group&amp;resnum=1&amp;ct=title" target="_blank">sciopero generale</a> e dare un contributo attivo alla protesta, chi si vuole unire mi faccia sapere..</p>
<p><strong>5)</strong> <a href="http://www.facebook.com/" target="_blank">Facebook</a> dilaga, non solo tra bloggers, anzi, se ne fa un gran parlare sia in bene che in male, fatto sta che &#8220;tutti&#8221; si sono registrati e noto una partecipazione molto più attiva rispetto al blog. Per chi fosse interessato, il <a href="http://it.facebook.com/people/Paolo_Barbarossa/1062231033" target="_blank">mio profilo</a> è a vostra disposizione, vi invito ad iscrivervi..</p>
<p><strong>6)</strong> Grazie a tutti coloro che hanno contribuito ad &#8220;iTouch-izzarmi&#8221;, l&#8217;accoppiata <a href="http://www.apple.com/it/ipodtouch/" target="_blank">iTouch</a> + <a href="http://www.apple.com/webapps/" target="_blank">Web Apps</a> è micidiale!!</p>
<p><strong>7)</strong> Si prospettano tempi duri..</p>
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		<title>La legge del figurante</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 20:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Bee</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[...] premessa [...]
La cosa mi porta a riflettere: io (e questo io non è riferito a me) che sono ingegnere e come tale uso l&#8217;ingegno, cercherei di far valere la mia posizione nei confronti dell&#8217;azienda piuttosto che trovare raggiri di questo genere. Tra le cose più importanti che un professionista deve avere è richiesto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[...] premessa [...]<br />
La cosa mi porta a riflettere: io (e questo io non è riferito a me) che sono ingegnere e come tale uso l&#8217;ingegno, cercherei di far valere la mia posizione nei confronti dell&#8217;azienda piuttosto che trovare raggiri di questo genere. Tra le cose più importanti che un professionista deve avere è richiesto il problem solving, ora se vengono tolti gli strumenti per dirigersi verso questa direzione si perde un po&#8217; il senso del mero lavoro di tecnico quale un ingegnere deve anche essere, voglio dire che riesco ad immedesimarmi perfettamente nei panni dell&#8217;azienda che limita i propri dipendenti in tale senso, almeno fino a quando ci sarà una realtà come quella attuale italiana basata sull&#8217;aspetto e sul titolo ché se poi vado a stringere si riduce in social network e degradazioni di chat, ma ad un professionista è richiesta soprattutto serietà che molto spesso, come noto, non offre.</p>
<p>Io penso che il titolo sia secondario, non lo ostento e non lo pretendo e tanto meno l&#8217;aspetto importa eccessivamente, basta rientrare nei canoni di decenza, ma <strong>DATEMI</strong> gli strumenti necessari di cui necessito per dimostrare veramente quanto valga.</p>
<p>E ora una domanda. Come vedete il fatto di privare internet nel posto di lavoro dopo le premesse fatte?</p>
<p>Ah, un&#8217;altra cosa: in Italia, l&#8217;abito FA il monaco, siete d&#8217;accordo?</p>
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		<title>Le due scuole</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2008 19:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Bee</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al mondo ci sono due tipi di scuole. In uno si insegnano tutte le cose vere: chi ha veramente fondato Roma, qual è veramente la montagna più alta del mondo, chi vive veramente sott&#8217;acqua. Nell&#8217;altro invece si insegnano tutte le cose false: che Roma l&#8217;ha fondata Remo o Numa Pompilio, e che sott&#8217;acqua ci stanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al mondo ci sono due tipi di scuole. In uno si insegnano tutte le cose vere: chi ha veramente fondato Roma, qual è veramente la montagna più alta del mondo, chi vive veramente sott&#8217;acqua. Nell&#8217;altro invece si insegnano tutte le cose false: che Roma l&#8217;ha fondata Remo o Numa Pompilio, e che sott&#8217;acqua ci stanno draghi e sirene.</p>
<p>Fra i due tipi di scuole c&#8217;è una bella differenza. Di verità ce n&#8217;è una sola: se è vero che Remolo ha fondato Roma, non può esser vero che l&#8217;ha fondata nessun altro. Quindi i bambini che vanno a questo tipo di scuola imparano tutti le stesse cose, e quando le hanno imparate passano il tempo a ripeterle: «Roma è stata fondata da Romolo», «Sott&#8217;acqua ci vivono i pesci» eccetera eccetera. In ogni momento dell&#8217;anno, se entrate in una scuola così ci trovate tutti i bambini che ripetono la stessa cosa, per esempio che Roma è stata fondata da Romolo. Se uno sgarra e dice che Roma l&#8217;ha fondata qualcun altro, gli danno dell&#8217;asino. Perché in queste scuole si insegna la verità, e di verità ce n&#8217;è una sola.<br />
A lungo andare, anche i bambini che vanno a queste scuole diventano tutti uguali: hanno tutti un grembiulino bianco, i capelli rossi e neri e gli occhi gialli e blu, e mangiano tutti il gelato alla crema di ribes. Quando crescono, vogliono tutti una macchina grande grande, con dentro il telefono e il frigorifero e la lavatrice.</p>
<p>L&#8217;altro tipo di scuola è molto diversa. Siccome per ogni cosa vera ci sono infinite cose false, ogni scuola di questo tipo insegna ai bambini cose diverse, anzi ogni bambino in una scuola così impara cose diverse dagli altri. Uno impara che Roma l&#8217;ha fondata Remo, un altro che l&#8217;ha fondata Numa Pompilio e un altro ancora che l&#8217;ha fondata suo zio Gustavo, che tanto non ha mai niente da fare. Se entrate in una scuola così ci trovate un gran pandemonio, con tutti i bambini che raccontano storie diverse e nessuno può dire a un altro che ha torto perché tanto hanno torto tutti e lo sanno in partenza. E i bambini, anche, sono diversi: uno ha gli occhi verdi e un altro bianchi, uno ha il naso davanti e un altro dietro, uno porta il grembiule e un altro lo scafandro. Quando crescono, uno vuole una macchina con dentro il frigorifero e un altro un frigorifero con dentro la macchina, uno va in giro con il vestito e la cravatta e un altro senza cravatta e senza vestito.</p>
<p>Il problema adesso è: <strong>quale di queste è una scuola davvero?</strong></p>
<p>[Via <a href="http://sapervedere.splinder.com/post/18577689/La+filosofia+in+quarantadue+fa" target="_blank">Pensare in un'altra luce</a>]</p>
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