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Decidilo Tu – Coraggio all’Abruzzo

Ciò che c’è dietro la parola Terremoto è qualcosa che non si può descrivere in due righe, come un senso mistico che si appiccica alla parola quasi quanto il cemento alla sabbia a diventare una cosa unica, solida, ferma nella mente.

Per un abruzzese dire terremoto significa toccarlo nel profondo.

Sono passati oramai tre mesi, ma non sono mai riuscito a scrivere al riguardo, inevitabilmente ogni volta mi trovavo a cancellare ed abbandonare la bozza. E’ difficile descrivere cosa si prova nell’avvertire quel senso di nausea che colpisce durante il riflesso dei movimenti sismici che arrivano sulla costa e pensare allo stesso tempo a quelle persone che sono lì, vicino l’epicentro.

“Stanotte è tornato”, dicono, quasi lo trattassero come un essere a se stante, una creatura vivente..

Si parla di L’Aquila.. e si parla di G8, per  mantenere l’attenzione sulla problematica.. dicono.. ma in fin dei conti nessuno tranne noi parla con chi il terremoto lo porta ancora dentro, con chi si è sistemato in dimore di fortuna, in case di amici sulla costa e che non ha ancora visto quel misero salario, quei cento euro mensili che qualcuno ha promesso a coloro per i quali lo stato non avesse dovuto fornire accoglienza, perchè i fondi ci sono, l’Italia non ha bisogno di aiuti esterni. Nessuno dice che B. ora vive a Pescara e per iscrivere sua figlia ad un asilo nido in città si è dovuta recare 3 volte a L’Aquila a spese proprie per un nulla osta che le permettesse un’iscrizione all’infuori della provincia colpita dal terremoto.

Queste sono le “semplificazioni”, questa è l’atmosfera fantastica che qualcuno, ma non noi, percepisce nelle tendopoli offendendo quella povera gente.

Centro Oli di Ortona: Buone notizie!

E’ dello scorso martedì la notizia che il consiglio regionale d’Abruzzo ha decretato lo stop al famigerato Centro Oli di Ortona di cui vi parlai tempo fa. La legge regionale del 4 Marzo 2008, che blocca le autorizzazioni alle industrie petrolifere per l’avvio di estrazioni, è stata prorogata fino al Dicembre del 2009.

Ancora un piccolo passo verso il mantenimento di un Abruzzo più sano e ancora più verde.

Questa è una bella info!

Centro Oli di Ortona

Per rimanere legato alle tematiche trattate proprio nel post precedente inerente il prezzo che noi in prima persona paghiamo al progresso e la calda questione nucleare, focalizzo ora il discorso sulla mia regione, l’Abruzzo, che molto presto se non si prenderanno provvedimenti, ospiterà nella città di Ortona un oleodotto per l’estrazione di petrolio ad alto tasso inquinante, una vera e propria arma di distruzione per quanto riguarda il paesaggio, l’economia, il turismo, ma soprattutto per tutti noi abruzzesi.

Vi consiglio di vedere questo interessante documentario che spiega accuratamente la problematica, poichè, come sarà detto, in Abruzzo il primo inquinatore è la politica e, anche questa volta, la cattiva o assente informazione in merito fa da padrona. Io ero al corrente di questo progetto come credo tutti nella mia regione ma non immaginavo minimamente le conseguenze che una tale struttura avrebbe portato e con un guadagno per le casse comuni praticamente nullo.

Se volete approfondire, sul blog del Comitato Natura Verde d’Abruzzo e su quello di Maria Rita D’Orsogna sono raccolte tutte le iniziative.

Qui, invece, la seconda parte del documentario nella quale vengono chiamati in causa professori delle principali Università limitrofe nel territorio, compreso il dipartimento di Energetica dell’Università Politecnica delle Marche. Spero che gli abruzzesi facciano informazione su queste tematiche “nascoste”. La petizione online è stata già avviata ed io ho già dato il mio contributo. Date anche il vostro.